maggio 2009


Remedios

Remedios

Ogni tanto mi capita. E quando succede non è bene. È sintomo che le cose iniziano a farsi difficili, pesanti. Sono tornata a casa dal lavoro, stanca e morta, con del lavoro ulteriore da sbrigare e prima di potermi cambiare, svestita a metà, sono andata in bagno, ho frugato nell’armadietto e ho tirato fuori il mio smalto rosso preferito. Un rosso intenso, sanguigno, adatto quando soprattutto in occasioni come questa. E così metto la mia armatura, per tirarmi su di morale. Dipingo una ad una le unghie dei piedi, osservo il risultato e mi sento un po’ meglio. Mi piace questo colore. E poi sta bene ai piedi. Loro sono già pronti per la partenza, io non ancora.

Stasera ho voglia di postare una canzone, solo questo in attesa della prossima partenza: destinazione Barcellona.

E intanto mettiamo sul piatto questo disco degli anni ’80 : Cindy Lauper Girls Just Want to Have Fun

Si va al cinema con un’amica, difficile mettersi d’accordo ultimamente. Alla fine il compromesso ci porta a scegliere The Boat That Rocked, uscito in Italia con il titolo I Love Radio Rock e in Francia con il titolo fin troppo evocativo di Goodmorning England. Le critiche sono buone, quindi presa coca-cola e pop-corn ci addentriamo nella sala.

*

The Boat That Rocked - I Love Radio Rock - Goodmorning England
The Boat That Rocked – I Love Radio Rock – Goodmorning England

Nell’Inghilterra degli anni ’60, un gruppo di deejay affascina sciami di ascoltatori mandando in onda, con grande scontento delle autorità, il meglio della musica di quell’epoca.

Ed è proprio in una delle barche pirata, quella che ospita Radio Rock, che il giovane Carl viene spedito dalla madre dopo essersi fatto bocciare al liceo. Ancorati nel Mare del Nord, la vita scorre poco tranquilla a ritmo di rock. Carl incontra la ragazza dei suoi sogni, trova le tracce del padre che non ha mai conosciuto, condivide momenti di pura follia con gli altri membri dell’equipaggio, il tutto dipinto con brio ed intelligenza dal regista Richard Curtis.

Mal tollerato dal governo, l’equipaggio di Radio Rock rischia diventa il vero e proprio bersaglio di una manovra politica che ha lo scopo di sopprimere definitivamente le radio pirata e il rock sulle onde medie.

*

Un film per i nostalgici di quegli anni e per chi, quell’epoca, l’ha vissuta attravero i racconti dei genitori. Una colonna sonora che racchiude il meglio del rock degli anni ’60 e che obbliga a fischiettare motivi indimenticabili per più di una generazione. Straordinaria, e non ci si poteva aspettare altro, l’interpretazione di Philip Seimour Hoffman che offre, in questi panni rockeggianti, una delle sue più accattivanti interpretazioni grazie anche ad un personaggio che sembra calzargli a pennello. Accattivante l’acidulo personaggi interpretato da Nick Frost. Affascinante Rhys Ifans.

Un film da vedere, rivedere, e riascoltare.

*

Trailer

E qui il trailer in inglese.

E qui in francese.

*

Photos

The Boat That Rocked

The Boat That Rocked - Philip Seymour Hoffman

The Boat That Rocked - Nick Frost

The Boat That Rocked - Nick Frost

The Boat That Rocked

The Boat That Rocked

*

Links

English Site Web

Le Site Français

La pagina in Italiano del film su Mymovies

♣ Listening to : The Isley Brothers, This Old Herat of Mine.
♣ Crunching : Double Chocolate Cookies.
♣ Reading : Marcela Serrano, La Llorona.

I'm Waiting For The Next Train

I'm Waiting For The Next Train

*

Si prospetta un lungo week end visto che qui, in Francia, il 21 maggio è festa e il venerdì tutti fanno ponte. C’è voglia di partire, non lontano, giusto il tempo di allontanarsi dalla metropoli, dimenticare il cielo spesso grigio e la confusione del traffico, lasciarsi alle spalle la metropolitana e avvicinarsi a contrade bucoliche, panorami mozzafiato, aria fresca e magari approfittarne per sentire ancora il rumore del mare. Ho un’improvvisa voglia di prendere il treno, per andare dove ancora non lo so.

Progetti per un lungo week end di passioni, magari condiviso tra passeggiate, fotografia e gastronomia.

Vedremo…

*

All rights reserved ©http://ilojleen.deviantart.com/

Il cielo in una stanza

Il cielo in una stanza

All rights reserved ©http://idontknowupeople.deviantart.com/

Oltre il vetro accanto alla scrivania il cielo è grigio, come è ormai abitudine. Al di qua dello stesso vetro le note sono altrettanto grigie. Una canzone anni 60 passa alla radio, che la canta stavolta in una lingua che non è la mia rendendola ancora più malinconica. E anzi che ritrovarmi in una stanza senza più pareti, soffoco in una cella che sembra aver esaurito il suo ossigeno. Illusione prima che la voce riprenda, elegante, la sua corsa sui binari originali.

Afferrata ad un dling torno alla realtà, su questa sedia girevole, davanti allo schermo del mio pc, ritrovo le urgenze del momento nelle quali annego il ricordo delle urgenze atemporali.

Work in progress

Work in progress

All rights reserved © http://piotrek-pasterny.deviantart.com/

Strana settimana, questa appena iniziata. Essere in ufficio a fare le veci del Capo, senza dover rendere conto a nessuno, libera di lavorare come meglio mi pare e di fare un pausa quando ne ho voglia.

C’è uno strano silenzio. Ci sto bene, in questo silenzio. Forse mi ci voleva.

Ho tra le mani il sogno e l’illusione di qualcuno. Qualcuno che ha creduto in un’intuizione, pensandola geniale. Io valuto, cerco di capire, di scovare la genialità. Devo ammettere che ancora non ci sono riuscita. Qualche amica mi considera come una sorta di killer dei sogni altrui. Io non ci avevo mai pensato prima. E un po’, in fondo, è vero.

Ma che soddisfazione quando si trova questa genialità nella speranza di qualcuno, che voglia di vederla realizzata. E quando poi chiamano in ufficio, dicendo “Avete fatto davvero un ottimo lavoro, sono molto soddisfatto” è una delle ricompense più grandi.

Il tè delle 5h. Così ho deciso di chiamare il mio blog. Perché? Non è facile riassumere i mille motivi che hanno fatto sorgere questa frase, queste parole, questo momento della giornata. English mood? Japanese style? Forse un po’ di tutto. O forse solo perché adoro il tè, che bevo a più riprese durante le mie giornate. Un po’ come il 99% degli italiani fa col caffè.

Una tazza di tè rappresenta un bouquet di aromi, un viaggio voluttuoso, un istante d’evasione.

Probabilmente in queste immagini si racchiude la metafora di questo mio blog, appena nato, con la speranza che sia un prezioso e voluttuoso viaggio, istante d’evasione da condividere.

Pagina successiva »