Fuori si sente un coro di cicale. Avevo quasi dimenticato quant’è bello sentirle frinire, nelle calde estati mediterranee. Mi ricordo così di essere a casa. Ricordi (d’infanzia ma anche di qualche anno fa), paure (in fondo sempre le stesse), speranze (queste invece sempre diverse) in un’estate che speravo spensierata e rifocillatrice, dopo anni di estati lavorative. Vorrei tante cose, dalle più essenziali alle più banali.

Ma ora non ho voglia di pensare. In giardino, una cicala canta ancora, stanca anche lei del caldo di questo luglio generoso. Il canto rallenta, sembra quasi avviarsi verso la sua fine, verso un silenzio di motori lontani…

Questo, per ora, basta.

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