Italo Svevo

Italo Svevo

“Dolore e amore,

poi, la vita insomma,

non può essere considerata quale una malattia

perché duole”

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Nel 1923, Italo Svevo pubblica quello che resterà il suo capolavoro. Con La Coscienza di Zeno lo scrittore si addentra in tematiche a lui care, approfondendo il ruolo dell’inetto nella società dei primi del ‘900, l’attendibilità della psicanalisi, la malattia come mezzo di differenziazione sociale e la scrittura come strumento di affermazione dell’io.

Ed è proprio nella scrittura, intesa come accompagnamento pratico alla riflessione e all’auto-analisi, che Italo Svevo pone le basi di questo nuovo romanzo che si colloca in quella corrente letteraria anticipata in Francia da Marcel Proust che nel 1913 aveva pubblicato Alla ricerca del tempo perduto. Scrittura e auto-analisi rappresentano un terreno fertile da indagare in maniera del tutto personale, per quegli scrittori che tentano di dipingere in letteratura l’evoluzione di un io pensante.

Italo Svevo, nei panni (forse autobiografici?) di Zeno Cosini affronta il tema dell’alienazione sociale incarnata dalla malattia. Malato reale o immaginario, l’eroe di Svevo ha bisogno di distaccarsi dalla normalità che lo circonda consacrandosi quale vittima di una malattia che affligge tanto il corpo quanto lo spirito.

Spinto da uno psicanalista a scrivere le sue memorie nel tentativo di guarire dal male che lo affligge, Zeno intraprende con la scrittura un viaggio a ritroso che lo porterà ad evocare sulle pagine di un diario gli episodi più salienti della sua vita. Lo si vede adolescente, malato di quella malattia che egli chiama “l’ultima sigaretta” della quale lascia traccia su ogni lembo di carta. Ad ossessionarlo non sembra essere il fumo quanto piuttosto il proposito mai compiuto di smettere quel vizio. Inizia così l’autoritratto di un inetto, incapace di portare a termine ogni sua risoluzione, lasciandosi trasportare dagli eventi e dalle circostanze. Il matrimonio con una donna che mai aveva desiderato prima, l’amicizia con il suo miglior nemico, gli investimenti in borsa che sempre aveva giudicato azzardati e pericolosi.

A disagio nella società, Zeno è vittima di dolori che lo colpiscono ogni volta che si sente sminuito, attaccato, rifiutato. Porta nel fisico il segno di un disagio e di un’alterità che lo spingono a considerarsi malato tra i malati. Inizia con la malattia, una riflessione che tocca i confini tra realtà e immaginazione, tra ciò che si crede e ciò che è, che sarà il leit motiv di tutto il romanzo, capace di mostrare il rovescio di ogni medaglia che Zeno terrà tra le mani.

La narrazione alla prima persona, il ricorso al monologo interiore, lo sguardo ironico, non smettono di dare rilievo al divario esistente tra speculazione e concretezza, due elementi che non smettono di duellare lungo tutta la narrazione.

Nella Coscienza di Zeno, il malato, il diverso, lo scrittore, sono le vesti di cui l’inetto si veste, rivelandosi saggio poiché capace di essere aperto alle eventualità del destino.

@ kokeicha

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Alcune edizioni disponibili:

La coscienza di Zeno, Baldini Castoldi Dalai, 2009, 7,90€.

La coscienza di Zeno, Zanichelli, 2008, 7€.

La coscienza di Zeno, Garzanti, 2007, 8,50€.

La coscienza di Zeno, Einaudi, 2005, 9,50€.

La coscienza di Zeno, Mondadori, 2001, 8,80€.

Audiolibri:

La coscienza di Zeno, Il Narratore Audiolibri, 2004, 23,99€.

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