Acces refuse © *tomsawyer121

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Triste, diciamocelo, triste e illusorio. Ecco come, da vecchia trentenne, considero Facebook. Oggi firmo la mia dichiarazione di guerra. Una guerra idealista, utopica, un po’ retrò eppure concedetemi lo sfogo, impopolare di certo, ma necessario. E mentre mi arrabatto, giostrando con equilibri precari come un esperto circense, per mantenere quelle poche valide amicizie e simpatiche e annose conoscenze che possono riassumersi sulle dita della mano (forse due o anche tre mani), il mondo intero sembra mettere in bella mostra, ostentandole fieramente, liste, ma che dico schiere, squadriglie composte da centinaia e centinaia di amici.

Tutte le amiche ormai sono su quella piattaforma che familiarmente tutti (eccetto me e qualche altro atipico cittadino del web) chiamano FB. Dicono: “Per tenersi in contatto. Sai, non sempre è facile…” E così facendo mi mandano inviti che si accumulano nella casella di posta. Amiche di sempre, amici ormai perduti, per sino vecchi fidanzati che presi dello slancio del momento hanno voluto inserire anche me nella lista. Perché oggi non si perde tempo a chiedere e dare notizie per telefono o per mail, ma le si leggono distrattamente sui profili FB tra una pausa pranzo e l’altra. Perché, come mi disse una ex-carissima-amica “Io non mando email a nessuno!”. Figurarsi una telefonata!

Allora, confesso, che l’idea che amici così possano sfrugugliare nel mio privato giusto per curiosare nella quotidiana banalità della vita altrui un po’ come si accende la televisione per guardare il Grande fratello proprio non mi interessa. Alle amiche che aspettano di vedermi on-line su MSN per sapere come sto ma che non ci pensano nemmeno a mandarmi un’email o a fare una telefonata dico “No, grazie! L’amicizia di consumo non mi interessa”. Perché ormai siamo arrivati a questo.

Aborro Facebook, con il consumismo relazionale che si porta dietro. Ma perdono quelle amiche che pur non avendomi nella lunga lista di friends mi chiamano per chiedermi “E tu come stai?”.

Quindi scusate, ma alla domanda “Facebook?” non posso che rispondere “No, grazie!”.

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