settembre 2009


Ieri sera ho ceduto alla tentazione dei grandi classici e mi sono persa in uno dei capolavori di Bernardo Bertolucci, Ultimo tango a Parigi.

Ultimo tango a Parigi, film di Bernardo Bertolucci (1972)

Ultimo tango a Parigi, film di Bernardo Bertolucci (1972)

Schiacciato dal peso del passato, un uomo di mezza età (Marlon Brando) trova, grazie all’incontro con una ragazza poco più che ventenne, il modo di dimenticare i suoi dolori affogando i dispiaceri nel sesso. I loro incontri, incastrati nei ricordi del passato, restano tuttavia un mondo chiuso, asettico, slegato dalla realtà alla quale l’uomo sembra voler sfuggire. Parallelamente scorre la narrazione della vita della ragazza.

Gli incontri, fotografati magistralmente da un regista abilissimo, proseguono sino a quando l’uomo non decide di far accedere la ragazza alla sua vita reale, raccontandole il suo passato e svelandole le sue speranze per l’avvenire.

Come sempre, il ritorno alla realtà infrangerà il mistero sciogliendo l’incanto.

*

Una storia raccontata con poesia e intensità, in modo elegante, dove le scene più belle sono quelle che ci regalano una visione della coppia creata da giochi di luce e riflessi, riunendo, nell’illusione, ciò che nella realtà è disunito, e disunito resterà.

scena tratta dal film "Ultimo tango a Parigi"

scena tratta dal film "Ultimo tango a Parigi"

*

TRAILER

Annunci

Alba © Elena Badu 2009

Alba © Elena Bazu 2009

È una sensazione estremamente spaesante risvegliarsi alle primissime luci dell’alba. Soprattutto se si è dormito al settimo piano e le finestre delle stanza non sono in alcun modo oscurate. L’aria sembra quasi impalpabile, rarefatta, e la luce prende i colori di pesca, passando dall’arancione al bluette. È come lasciarsi coccolare, e ogni volta che si decide di aprire gli occhi ci si accorge che la luce è già cambiata. Diversa e impossibile. È come sentirsi ancora dentro il sogno, anche se poi sogno non c’è stato, o non ha lasciato traccia. Un sogno in cui lo scorrere è placido e l’emozione inverosimile.

E quando ormai posso roconoscere una luce familiare, mi metto a sedere sul letto. Ah, già, stanotte ho dormito in ufficio sfrattata da un piccolo topolino vagabondo che ha deciso di installarsi da me senza chiedere il permesso a nessuno.

Non è stato male dormire al settimo cielo. Tra dieci minuti inizio a lavorare (sempre al settimo cielo)!

Alla fine le metto in valigia. Non perché non possa trovarne anche lì, al mio rientro, ma perché è un po’ come portarmi dietro un pezzo di casa. Qualche bustina di tè verde al bergamotto, per non dimenticare le chiacchierate pomeridiane che lo accompagnavano. Riporto a casa un’ustione in via di guarigione, un bernoccolo sulla testa, un’amica che pensavo perduta e che ho voluto recuperare, tanti abbracci. Qualche speranza… ma si fa finta di non vederla, per non illudersi.

La cosa più bella? Le amiche di sempre, il mio migliore amico. È bello vedere come crescendo restino sempre parte della mia vita.

Light is On © by sharo

Light is On © by sharo

Mi ero ripromessa di lasciare la politica fuori da questo blog, e cercherò di attenermi al mio precetto. Però di questi tempi, con le polemiche che imperversano all’interno del nostro paese, sento la necessità di precisare una cosa:

Io sono un cervello pensante.

Penso che non mi basta che qualcuno mi dica qualcosa per crederla reale. Penso che la realtà non sia aleatoria. Penso che si stia travalicando il limite della decenza, dell’etica e del rispetto. Perciò, oggi, mi va di ricordare ai cantori delle false verità che la loro voce non basta a rendere reale l’immaginario, perché, come tanti italiani, io sono un cervello pensante.

Riflessioni notturne:

Pioggia primaverile

proprio ora le cose

diventano splendide.

Chiyo Jo
Raining Days I [part] © by JOX

Raining Days I (detail) © by JOX

In fondo non è male. Questa vacanza che doveva essere estiva si è trasformata in vacanza quasi invernale. Piove, come in pieno inverno. Tanto che mi vien voglia di preparare una torta alle nocciole. E mentre la torta cuoce in forno, fuori guardo la pioggia cadere. Giornate calme e tranquille, ne approfitto per pranzare con amici e colleghi, e organizzare cene e serate in allegria.

Questa mattina mi sono ritrovata a passare davanti a quella che è stata la mia Facoltà quasi una decina di anni fa, con una collega di allora, oggi amica. Fa sempre uno strano effetto. Si cambia, eppure si è sempre le stesse. Malgrado i passi da gigante, le evoluzioni e le rivoluzioni personali e professionali. È bello tornare a casa, lascia sempre un gusto un po’ amaro in bocca. Con quel sapore di nostalgia per i bei vecchi tempi e la certezza che se oggi fosse tutto come allora non saremmo poi così felici.

Forse un giorno tornerò alla conquista del “vecchio continente” pronta a piantare la mia bandiera e a costruire una nuova citadella…

*

Canzone di oggi, ovviamente, Il mare d’inverno di Loredana Bertè

Ordinary People © by kurosakii

Ordinary People © by kurosakii

Fuori piove ormai da più di tre ore. Ho appena finito di bere il mio tè. Niente mare, né spiaggia. In questi giorni ne approfitto per carpire le chiacchiere della gente che mi capita di incontrare.

*

*   *

La Teoria del Giardiniere

– Tanto ormai a cosa serve la laurea? Tutti si iscrivono all’Università e nessuno si laurea più in tempo. Io dico che l’unica cosa oggi è aprirsi un’attività in proprio…

In effetti, con quello che guadagna, forse sono io che ho sbagliato strada.

*

La Logopedista in erba

– Allora Signora, lei deve concentrarsi sulla pancia. Quando inspira, la pancia si deve gonfiare. Quando espira si deve sgonfiare.

E la pagano per dire queste banalità…

*

Il Quarantenne schizzinoso

In partenza per il Marocco, che pare abbia già visitato, il Quarantenne schizzinoso risponde al mio entusiasmo per luoghi magnifici e cibi prelibati obiettando:

– A dire il vero sto pensando di portarmi una valigia di pasta e salsa di pomodoro… Io ricordo che era tutto sporco!

Pagina successiva »