Lavoro, lavoro, lavoro. Non c’è tempo per pensare, tanto meno per scrivere. Perché si rischia di cadere, cedendo alla tentazione della auto-flagellazione. Ed è il lavoro che mi offre lui, un’immagine che ritorna, vaporosa, offuscata, impalpabile: quella della mia infanzia. Non posso passare oltre, far finta di non vederla.La lascio qui, perché so che qui restarà. Per sempre.

« Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me estraneo,
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegra.
»

Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi © dae-mon1

Padre, se anche tu non fossi © dae-mon1

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