Certo, le vacanze di Natale sono uscite, feste, grandi abbuffate, risate, cene e nottate in bianco, ma quest’anno sono state per me principalmente vacanze relax. Un fuoco di caminetto, una poltrona morbida e confortevole e qualche libro. In sottofondo risuonava l’entusiasmo per questo nuovo anno appena arrivato. Forse per dimenticare la mia storia, mi metto alla ricerca delle storie altrui, capaci di portarmi altrove, lontano da qui. Un qui ancora non ben definito, quasi fosse bipolare, schizzofrenico, che talvolta è qui  talvolta è là.

E così, col naso dentro a un libro e i piedi riscaldati da un fuoco scoppiettante, mi ritrovo al Cairo a seguire le peripezie del ladro Said in Il ladro e i cani di Nagib Mafuz, poi a Osaka, per spiare la storia d’amore e di follia della musicista Shunkin et del suo allievo Sasuke in Due amori crudeli di Junichiro Tanizaki, per poi ammirare in un carosello volteggiante le amanti folli e assassine più famose della storia dell’arte in Le donne che amano sono pericolose di Stefano Zuffi.

Mi rendo conto solo in questo momento che ciò che accomuna queste mie letture è l’immagine dell’amore folle e irrazionale, talvolta omicida. Che ci sia un messaggio, un significato, un bisogno inespresso?

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