Take My Hand © A-y-k-u-t

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Ma l’amore, quello predestinato, quello dell’ “insieme nonostante tutto”, esiste davvero? O in tempi moderni l’amore è subordinato ad una sorta di narcisistica scelta di  non-coinvolgimento che, passando sugli altri come un carro armato, ha l’unico scopo di preservare se stesso?

È questa la domanda che mi pongo. Perché ieri sera guardavo, seduta tranquilla sul divano di casa, Slumdog Millionaire. E perché una volta finito il film mi sono trovata a consolare un’amica disperata perché si era sentita etichettare dall’uomo che corteggia da un anno come passatempo piacevole, al pari del cibo, del calcio, delle partite di scacchi.

Dov’è l’amore di cui narrano i vati contemporanei? Esiste davvero? O è solo una chimera? Certo tali destini straordinari non sono certo per Signor Nessuno però, negli amori che mi circondado, in quelli avuti, in quelli desiderati, non ho mai trovato questa straordinario superamento di sè, ma solo narcisismo, egocentrismo e sadismo, proprio come nei racconti di Tanizaki.

Ma preservare la propria solitudine è davvero l’unico modo per raggiungere la felicità? Possibile che l’offrirsi non sia più contemplato da queste società moderne? Possibile che non si sia più disposti a dare, comprendere e condividere? Le parole onestà, integrità e rispetto hanno ancora un significato?

Mi viene da pensare che l’uomo moderno sia incapace di quegli slanci che resero celebri gli Antichi. Nessuno sembra più riuscire ad andare al di là del proprio naso timoroso di sbattere la fronte contro l’altro, e di accorgersi di non essere il solo principe in questo mondo di ciechi.

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