Ricevimento regale, vestito bianco a meringa, calici di champagne e damigelle d’onore vestite di lilla rappresentano ancora, in questo XXI secolo, il sogno di noi donne moderne?

The Elegance Of Innocence (Detail) © http://insaneone.deviantart.com

The Elegance Of Innocence (Detail) © http://insaneone.deviantart.com

Guardando una di quelle commedie americane dove le storie d’amore si concludono per forza di cose con un bel matrimonio e tanto di ricorso al fiabesco “e vissero tutti felici e contenti” mi ritrovo a pensare come questo scenario ormai diventato popolar-tradizionale non faccia parte delle mie proiezioni future.

Figlia degli anni ’70, intenta a costruire non una carriera ma il lavoro dei miei sogni, alla ricerca dell’amore, quello che dura per tutta la vita proprio come succedeva ai nostri genitori, sogno tante cose, ma non il matrimonio in bianco. Sogno una casa mia, una famiglia, delle figlie, un lavoro che corrisponda alle mie passioni, ma non il vestito bianco, né le damigelle, né il ricevimento principesco. Non mi fa sognare il velo da sposa, né la musica nuziale, né l’orchestra che suona…

Era solo il 2003 quando ancora sospiravo guardando mia cugina scegliere il suo abito da sposa. Avevo già scelto il mio, tra quelli visti. Oggi non mi fa più sognare. Mi fa solo tristezza per l’ipocrisia che si porta dietro. Sposi atei che scelgono il matrimonio in chiesa, preti che predicano bene e razzolano male, invitati che non si rivedranno più per il resto della vita, altri che non si era mai visti prima, parenti che non si sopportano, e la separazione che già incombe in agguato. Il tutto accompagnato da sorrisi a profusione.

Alle volte penso che l’unico matrimonio possibile, per me, potrebbe essere in jeans e con al massimo 10 invitati, senza ricevimento, senza liste nozze… senza matrimonio, insomma.

Forse solo una margherita bianca…

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