febbraio 2010


The last lights in the city © arline.deviantart.com

The last lights in the city © arline.deviantart.com

Rientrando a casa, a piedi, con la testa leggera a leggermente ovattata, mi sembrava di vedere tutto come non lo avessi mai visto prima. Il terzo bicchiere di vino ha fatto il suo effetto, come sempre, e un po’ stordita, ripercorro la strada verso casa stupendomi della nottata. Le luci multicolori animano questa notte metropolitana, i neon bianchi, le insegne rosse, i semafori verdi. Tutto è vivo. I colori sono nitidi e le luci meravigliosamente calde. Osservo, passo dopo passo. Rimpiango di non poter immortalare l’istante con una fotografia. Ma so già che non sarebbe all’altezza, infedele alla mia visione.

Su un pannello violaceo Kate Holmes lancia la sua rivincita. Mazzi di fiori, dagli incarti luccicanti, camminano avanti a me tenendo per mano una coppia di ragazzi. Due uomini ridono all’ingresso di un bar.Penso che dovrei scriverne un racconto.

Mi godo ogni passo, ogni istante, ogni colore. Vorrei potervi mostrare ma non ho che parole per descrivere, anzi, per evocare…

Questa notte è bellissima. Il vino e le sue bollicine, le chiacchiere e le polemiche, formaggi e riflessioni socio-politiche è ciò che ci siamo scambiati per cena. Una tisana calda calma l’euforia placando l’adrenalina. Questa nottata è placida e appagante. La annoto sul quaderni dei ricordi…

È strano pensare che i propri beni siano in viaggio per l’Europa. Ben imballati in scatole di cartone, mescolano libri con pentole, scarpe con documenti vari. La casa si sta svuotando pian piano, sempre più simile a quella che mi aveva accolto un annetto fa. Oggi ho imballato le ultime cose, e il resto lo porterò in valigia, con me.

Una pila di scatole s’innalza vicino al divano: frullatore, tostapane, bollitore, scarpe, tazzine da caffè, telefono. Una sull’altra, in ordine decrescente, sembrano un albero di Natale, un po’ ritardatario.

Iniziano ad accumularsi nell’agenda appuntamenti per salutare gli amici che resteranno qui. Martedì, giovedì, venerdì, sabato, sfilano uno dopo l’altro. So già che non mi basteranno per salutare tutti come vorrei. Qualcuno mi chiede di restare qualche giorno in più, per un compleanno. Ma è venuto il momento. Rimandare ancora non avrebbe senso. Mi preparo. Arrivederci.

Goodbye © leahesque.deviantart.com

Goodbye © leahesque.deviantart.com

Domani riparto. Ancora. Due settimane per completare il trasloco, per salutare gli amici, dire ‘Au revoir !’ al mio quartiere, al mio vecchio ufficio, al mercato della frutta. Quelle che erano diventate le mie abitudine cominciano già a mancarmi, in attesa di crearne delle nuove. Porto con me un libro, per sentirmi meno sola. Programmo l’ultima notte a casa di un’amica, la mia migliore amica. E l’ultima cena, con la mia seconda famiglia. Dirò loro che è solo un arrivederci, un au revoir, un hasta luego, un see you soon.

Tutto quel mio  mondo mi mancherà da morire.

Non lasciarti sgomentare dagli addii. Un addio è necessario prima che ci si possa ritrovare. E il ritrovarsi dopo momenti o esistenze, è certo per coloro che sono amici…

R. Bach

Alle volte mi viene la voglia. Sprattutto quando ho bisogno di fare qualcosa per me, che mi faccia stare bene. E così navigo un po’ tra siti e blog, alla ricerca della ricetta perfetta. Avevo voglia di preparare un dolce e alla fine ho optato per i biscotti. Poi sono filata di corsa al supermercato e ho comprato tutto l’occorrente.

Farina sul naso, impasto ovunque, zucchero a velo splamato sul banco della cucina. Il tempo di dare forma a tanti cuoricini, e il forno bello caldo ha subito iniziato a profumare la stanza. Spennellate di marmellata e crema di nocciole, infarinate di zucchero a velo e il mio capolavoro era pronto. Li ho guardati con tanto amore, poco prima di addentarli accompagnati da un profumatisimo tè ginko.

Biscottini © kokeicha 2010

La ricetta l’ho “rubata” dal blog di fiordizucca.

CUORICINI DI MARMELLATA (O CREMA DI NOCCIOLE)

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Ingredienti

125 gr di burro – 150 gr di farina – 100 gr di zucchero – 1 uovo – 1 cucchiaino di lievito per dolci – 1 pizzico di sale – marmellata o crema di nocciole – zucchero a velo

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Lavorazione

Impastate il burro ammorbidito insieme allo zucchero, la farina, il lievito, il sale e l’uovo sbattuto a parte in una fondina sino ad ottenere un impasto bello morbido e appiccicoso. Cospargete il piano da lavoro con molta farina, e stendere la pasta con il matarello ad uno spessore di 3/4 mm. Con gli stampini, date forma ai biscotti, bucandone la metà al centro. Questi costituiranno la parte superiore del biscotto. Fate cuocere per circa 15/20 minuti nel forno a 180° C. Una volta sfornati, lasciateli raffreddare. Spalmate la marmellata (o la crema di nocciole) sui biscotti interi e cospargete lo zucchero a velo sui biscotti bucati. Per completare il lavoro unire le due parti con una leggera pressione. Sono ottimi con il tè.

Jorge Amado

Jorge Amado

Di solito, i libri, li divoro nell’ardore del momento. Letture più o meno compulsive, intense, entusiaste. C’è un libro, nella mia carriera di lettrice, uno solo, che mi ha accompagnato per ben quattro anni, prima nei caldi mesi estivi, poi durant gli inverni, per arrivare al capolinea nel febbraio 2010. Si tratta del romanzo Gabriella garofano e cannella di Jorge Amado.

Un capitolo dopo l’altro, Jorge Amado racconta quel Brasile fatto di fazendeiros e banditi, armatori e prostitue. Rievoca musiche, profumi, sapori, colori. Tanti i protagonisti, e diverse le storie che si intrecciano tra le pagine di questo romanzo. Storie di passioni, gelosie, vendette e affari sono raccontate dallo scrittore brasiliano con semplicità.

Jorge Amado “Gabrielle garofano e cannella”

Jorge Amado “Gabriella garofano e cannella”

L’amore che mette nella creazione del personaggio di Gabriella è palpabile. Mulatta, sinuosa, desiderata da tutti, Gabriella lavora come cuoca nel bar dell’arabo Nacib che di lei si innamora sino a volerne fare una sposa rispettabile. Ma lo spirito libero e selvaggio di Gabriella, tenuto al guinzaglio per amore di Nacib nel matrimonio, porterà la sensuale mulatta a sentirsi sempre più in gabbia e sempre meno libera come quei piedi, abituati a camminare scalzi, stretti e avviliti in scarpette eleganti.

Amado ci mostra il Brasile, regalandoci un’intimità impensata e insperata con luoghi, persone, profumi e tradizioni lontani dalla nostra realtà, e mostrandoci come gli schemi e le regole portino spesso alla rovina delle cose più belle.

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Ci sono certi fiori che marciscono dentro un portafiori.

Jorge Amado, “Gabriella garofano e cannella”

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Edizioni disponibili:

• Jorge Amado, Gabriella garofano e cannella, Einaudi, 12€.

• Jorge Amado, Gabriella garofano e cannella, Mondadori, 9,40 €.

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by kokeicha

Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale

si esce dalla realtà.

Guy de Maupassant


Travels © renegade-of-funk82

Travels © renegade-of-funk82

Partire, ultimamente, è sempre un po’ come tornare. Che sia in una direzione o nell’altra. Un tornare a casa, comunque.

Ma questa volta il mio rientro preannuncia un qualcosa di diverso: un nuovo trasloco. Un rientro temporaneo, prima di trovare una nuova dimensione, in una nuova città, con un nuovo lavoro e una nuova casa. Ci sarà una nuova quotidianità da reinventare e nuovi spazi di cui appropriarsi. Spazi cittadini che tendono all’infinito specchiandosi sulle onde del mare.

E così, per ora, resto in attesa. Aspetto che tutto si concretizzi, fingendo scetticismo e nonchalance per non pensarci troppo.