È strano pensare che i propri beni siano in viaggio per l’Europa. Ben imballati in scatole di cartone, mescolano libri con pentole, scarpe con documenti vari. La casa si sta svuotando pian piano, sempre più simile a quella che mi aveva accolto un annetto fa. Oggi ho imballato le ultime cose, e il resto lo porterò in valigia, con me.

Una pila di scatole s’innalza vicino al divano: frullatore, tostapane, bollitore, scarpe, tazzine da caffè, telefono. Una sull’altra, in ordine decrescente, sembrano un albero di Natale, un po’ ritardatario.

Iniziano ad accumularsi nell’agenda appuntamenti per salutare gli amici che resteranno qui. Martedì, giovedì, venerdì, sabato, sfilano uno dopo l’altro. So già che non mi basteranno per salutare tutti come vorrei. Qualcuno mi chiede di restare qualche giorno in più, per un compleanno. Ma è venuto il momento. Rimandare ancora non avrebbe senso. Mi preparo. Arrivederci.

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