É vergognoso che nel 2010, il tanto atteso XXI secolo ci si debba scontrare con situazioni del genere. Fare i conti con realtà che confinano una parte della popolazione di questo mondo ai limiti della democrazia, della libertà, in un limbo dove la Carta per i diritti dell’uomo sembra non contare nulla.

È vergognoso che si lasci paesi andare alla deriva schiacciato dalla tirannia di folli energumeni che distruggono la dignità di una popolazione con la repressione violenta senza che nessun paese del mondo civilizzato muova un dito per fermarli. Cuba vive l’incubo castrista da troppo tempo. Cinquantuno anni sono passati, milioni di persone esiliate, innumerevoli i desaparecidos.

Oggi, quelle che chiamano le “Damas de Blanco” Le Signore in Bianco, mogli dei detenuti politici cubani, che sfilano ogni domenica dalla casa di Laura Pollan verso la chiesa, vestite di bianco, spesso con le mani alzate perché non le si possa incolpare di aver manifestato con violenza, sono state aggredite da rappresentanti del governo.

Oggi, mentre queste signore della pace, che non fanno altro che chiedere giustizia, per i loro mariti vittime in carcere di torture e sevizie, sono state portate via dalle forze dell’ordine.

Non si può continuare a guardare senza fare nulla.

Bisogna alzare la voce.

La Dichiarazione Universale per i Diritti Umani deve essere UNIVERSALE, se tale pretende di essere, anche nella realtà e non solo nel nome.

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Sulla figura di Fidel Castro, leggete i libri della scrittrice e sceneggiatrice cubana Zoé VALDES, e in particolare La Ficciòn Fidel, del quale non esiste una traduzione italiana. Qui trovate il suo blog.

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