Ralph Gibson © All rights reserved

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È stato come nel film. Quando al telefono la rossa tutto pepe sente la voce del suo miglior amico di certo non si aspetta di ricevere QUELLA notizia. Non può che seguire il tonfo della caduta. Nel film come nella vita.

E così mentre la mia voce ripeteva “Sono contenta, davvero tanto contenta per te” nella mia mente continuavo a ripetermi “Non può essere vero!”. Certo sono contenta per lui, si merita tutta la felicità di questo mondo. E io da miglior amica ne so qualcosa. Ma questa è la seconda volta che mi fa soffrire, nel corso della nostra amicizia. Non che mi abbia spezzato il cuore, ma questo suo raggio di felicità non mi fa stare bene. Fragilità umana…

Quando ormai più di dieci anni fa mi disse che era meglio restassimo amici feci uno sforzo sovrumano per riuscirci. Nel frattempo poi nella mia vita sono passati un fidanzato ufficiale e tre storie d’amore. Ciò non toglie che oggi questa cosa mi faccia stare male, dannatamente male.

In dieci anni c’era stato il tempo di avere atteggiamenti affettuosi e vagamente ambigui, e se io stavo cercando una mia strada, per conto mio, ora lui ha trovato la sua, per conto suo. Non ha nessuna intenzione, sembra, di dimenticarsi di me come amica. Sono io che ho deciso che questo legame, almeno per ora, non è più possibile. E troppi ricordi vengono a galla, chiedono spiegazioni. Ma ho già imparato a mie spese che per questo genere di cose non ci sono spiegazioni possibili.

Non ho intenzione di fare come nel film. Nessun ultimatum. Nessuna riconquista. Anche perché non saprei proprio cosa riconquistare. Non c’è scelta drammatica da compiere: o me o lei. Decido io, per entrambi. Questa amicizia non s’aveva da fare.

Peccato! Avrei voluto essere in grado di dargli consigli da amica, da donna. So che ne avrebbe avuto bisogno. Essere lì, semplicemente, come ho sempre fatto, come lui ha fatto. Ma credo che tutto questo vada al di là delle mie capacità. Non sono così forte. Quindi opto per la ritirata. Silenziosa.

Addio, caro mio migliore amico.

P.S. Caro amico, so che non riuscirò a tagliare i ponti, troppo è il bene che ti voglio. E parolo solo di bene… Ma permettimi di prendere un po’ le distanze, perché se non voglio soffrire, è ancora più vero che non voglio ferire te, in questo che è il tuo momento. Sii felice, senza paura e senza remore. Io sarò come in viaggio, presente, ma un po’ lontana. Perché sai, certe cose, a volte, non cambiano mai… Grazie di esserti preso cura di questo cane randagio per così lungo tempo.

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