maggio 2010


A piedi nudi © kokeicha 2010

A piedi nudi © kokeicha 2010

Confesso che era uno dei miei momenti peggiori. A volte capita. Quei momenti in cui tutto ti sfugge di mano e speri nel domani perché la famosa ruota riprenda a girare. E l’unica cosa che riesci a fare, con i tuoi trent’anni suonati, è chiuderti come un bimbo in un metaforico armadio, sperando che l’oscurità possa nasconderti ad un destino che sembra accanirsi su di te.

È arrivata in quel momento, a tirarmi fuori dal mio antro, una bellissima bimba con la quale intrattengo fin dalla sua nascita un rapporto speciale. Una biondina di sei anni, che non vedevo da troppi mesi, e che è venuta sino a me per aggrapparsi al mio collo come una piccola scimmietta, con tutta la dolcezza e l’affetto di cui è capace. E così, con le braccia strette al mio collo e le lunghe gambette attanagliate alla mia vita mi ha regalato un raggio di sole.

Non era proprio uno dei miei momenti migliori, ma sono dovuta uscire dalla grotta buia e fredda per portarla in spiaggia a raccogliere conchiglie con i piedi in acqua.

È stato un mese duro. Spero che, con queste premesse, l’atmosfera di giugno si alleggerisca un po’…

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Where are you going ? © kokeicha 2008

Where are you going ? © kokeicha 2008

Non dovendo lavorare, questo pomeriggio, mi preparo la merenda, come ai tempi della scuola. Un tè al bergamotto, una fetta di crostata al cioccolato e, davanti alla tv, mi lascio vivere mentre Lamberto Sposini parla di botulino. L’argomento non mi interessa, ma il brusio delle voci assolve il suo compito: farmi compagnia.

Vorrei essere altrove. Ovunque, ma non qui. Negli ultimi giorni sto cedendo alla tentazione di chiudermi in casa per non vedere questo micro-mondo che non mi appartiene più da tanto, che non mi corrisponde da sempre.

Dicono che la casa, ognuno se la porta dentro. Che non esista un luogo preposto. Io, dentro di me, non riesco proprio a trovarla. E continuo a sentire quella spinta verso un altrove ancora ignoto, quella spinta che anni fa mi aveva portato e diventare straniera in paese straniero. Io che straniera lo era sempre stata in patria. Solo il mare mi fa sentire a casa. Che in me abiti lo spirito irrequieto di una sirena?

Voglio partire, ancora una volta.

Elio Germano

Elio Germano

Oggi voglio scrivere un post veloce, ma molto importante. Al Festival di Cannes, quest’anno, Elio Germano ha vinto il premio, insieme a Xavier Bardem, come miglior attore protagonista con il film di Luchetti “La nostra vita”.

Al momento della premiazione, ha voluto dedicare il premio agli italiani e io, da italiana, vorrei dedicargli questo mio post. Con quelle parole, per me, si è dimostrato un vero eroe.

Ecco il video per chi avesse perso la censura del TG1 e/o lo sbrigativo riassunto fattone da Attilio Romita.

“La Nostra Vita” un film di Daniele Luchetti

“La Nostra Vita” un film di Daniele Luchetti

Dream caused by the Flight of  ©  let-it-di.deviantart.com

Dream caused by the Flight of © let-it-di.deviantart.com

Potrei scrivere del lavoro che va a rotoli, del capo che manca di  correttezza, delle speranze deluse, dell’impegno assolutamente non ripagato.

Potrei anche decidere di parlarvi della mostruosa sensazione che mi attanaglia questa sera e che mi porta a pensare che questa vita non faccia proprio per me.

Ed invece no! Ho messo su la canzone di Max Gazzè e lo ascolto cantare mentre dice:

Vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola, le piume di stelle, sopra il monte più alto del mondo a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri…


Ho deciso che smetto di leggere i libri degli altri, per diletto e per lavoro, e mi metto a scrivere il mio. Resta una domanda: saprò arrivare fino alla fine?

Questa mattina vago in casa, così. Con in mano una tazza di tè Russo, pantaloncini e calzettoni di lana, tentando di svegliarmi.

Questo silenzio, questo vuoto, questa pace mi mancavano.

Li assaporo.

Apro le finestre per salutare l’aria del mattino.

Respiro.

Fuori dalla finestra un gabbiano vola alto nel cielo prima di sparire oltre la mia testa.

E i miei sogni s’innalzano pian piano, stretti alle sue ali.

E penso che, a volte, basta guardare in alto per toccare il cielo trasportata dal volo di un gabbiano…

Ultimamente non posso trattenermi dall’andare al cinema per vedere e scoprire il buon cinema italiano. Snobbando il remake di romantiche storie già viste mille volte, preferisco ritrovarmi con quell’italianità che è altra da quell’immagine da cliché che politica e società hanno diffuso di noi all’estero.

Basilicata Coast to Coast

Basilicata Coast to Coast

E mi ritrovo seduta in una scomoda poltroncina di un cinemino detto d’essai pronta a vedere questo nuovo prodotto del cinema italiano contemporaneo: Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo, con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzé, Rocco Papaleo, Claudia Potenza e Michela Andreozzi.

Il titolo già palesa le intenzioni del regista, sintetizzando quel provincialismo italiano che tende al grande mito come realizzazione di ogni sogno, di ogni vita.

Nicola (Rocco Papaleo) è un insegnante di storia, ma la sua vera passione è cantare con un gruppo di amici alle feste cittadine. Una mattina, durante una lezione, un foglietto volante gli suggerisce un’idea geniale per realizzare il suo sogno: attraversare la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, coast to coast appunto, per giungere a Scanzano dove si tiene il festival al quale devono partecipare. Decide quindi di coinvolgere gli amici in questa avventura che potrebbe dare alle loro vite travolte dalla banalità quotidiana, uno slancio verso l’emozione, ormai lontana per tutti. Nicola, infatti, ha rununciato al un posto di Preside del suo liceo per le troppe responsabilità, scegliendo di “limitarsi” ad insegnare. La moglie, donna in carriera, gestisce la loro vita come un’azienda. Rocco (Alessandro Gassman) è ossessionato dalla celebrità, avendo per un certo periodo della sua vita partecipato ad un programma televisivo di cui nessuno si ricorda più. Suo cugino Salvatore, che lo considera come un mito inarrivabile, è uno studente di medicina che ha abbandonato gli studi – e l’amore – senza sapere nemmeno il perché. Franco (Max Gazzè) è un appassionato di pesca libera e ha scelto di non parlare più dopo aver perso il suo grande amore.

Iniziano così questo lungo viaggio, seguiti da una giornalista della televisione parrocchiale (Giovanna Mezzogiorno) che da introversa e asociale si aprirà pienamente a questo gruppo di disgraziati.

Sogno all’italiana, questo raccontato da Papaleo, che racconta un’Italia che tende al meraviglioso, attraverso la realizzazione di un sogno neanche troppo eccezionale ma di sicuro autentico e vissuto con semplicità e trasporto.

Bellissimi gli schizzi dei personaggi del film: dalla quasi autistica Giovanna Mezzogiorno, splendida e intensa come in ogni sua interpretazione, credibile sino alla fine nei panni della disadattata Tropea; Max Gazzè nei panni del silente Franco, personaggio che perderà tutto il suo fascino non appena riprenderà a parlare. Ma anche Alessandro Gassman e Rocco Papaleo, straordinari nel interpretare questi uomini piccolo borghesi che ci ricordano con sapienza popolare che la vita è fatta anche di sogni e che c’è un momento per inseguirli e un momento per lasciarli andare.

Bizarra ed eclettica la colonna sonora firmata da Max Gazzè, che ci regala il gioiello Mentre dormi.

Una casetta piccolina in Canadà © kokeicha 2010

Una casetta piccolina in Canadà © kokeicha 2010

Ci sono immagini, scorci, vedute, che restano nella mente nonostante la loro banalità. Non vi è nulla di straordinario in loro eppure evocano in noi sensazioni primordiali, effimere e inafferrabili, lasciando spazio alla nostalgia e ad una vaga idea di calore e protezione.

C’è un casolare circondato dai campi, colorato di giallo, davanti al quale passo ogni volta che esco a fare jogging. Ci passo anche questa mattina, mentre Ligabue canta per me le sue più belle canzoni. Sembra immerso in una valle incantata, probabile dimora di fate e folletti. «Ecco – penso – lì ci vivrei bene!» Mi vedo seduta ad un tavolo di legno scuro, intenta a lavorare, a scrivere, o di fronte ad un caminetto acceso a leggere un libro dopo l’altro. C’è profumo di pane fatto in casa, e il rumore delle oche che di sicuro starnazzano in cortile. Un cane, è come se lo vedessi, gongola al sole dando la caccia alle lucertole. Una voce mi chiama dall’altra stanza…

Un’amica scioglie l’incanto e io sto solo facendo jogging.