Summertime © kokeicha 2010

Summertime © kokeicha 2010

Da qualche mese, per tenere la mente impegnata, o meglio disimpegnata, mi dedico al mio jogging quotidiano. E per evitare che la corsetta in solitaria favorisca pensieri pesanti, mi concentro sulla musica, sul paesaggio, la spiaggia, i turisti, le strade, le macchine, etc.

Da circa un mesetto, a distrarmi ulteriormente, c’è un tipo che fa jogging più o meno ai miei stessi orari. Ci si incrocia, ci si scrocia, e ci si reincrocia nuovamente. Avanti e indietro.

In questa presuntuosa città, le persone che corrono non si salutano. Non si guardano nemmeno. Si diventa trasparenti. Questa lezione l’avevo imparata tanti anni or sono. Invece, io e il mio omologo non solo ci sorridiamo, ma ci salutiamo anche. Il caso vuole che sia anche abbastanza carino da distrarre quei pensieri funesti che ultimamente occupano ad oltranza la mia mente. E mi distraggo. Corro e mi distraggo.

Una settimana fa, ha approfittato di un momento di pausa reciproco per presentarsi. “Evvaiiii!!!” mi son detta. E tutto questo brio è esploso in una risata fragorosa e sincera ieri sera, quando alla fine della “nostra” corsetta abbiamo scambiato due chiacchiere proprio quando, dopo avergli spiegato che avevo problemi alle articolazioni delle ginocchia, lui mi ha guardato e ha detto con estrema nonchalance :

“È il peso! Quando fanno male le ginocchia è il peso. Basta che perdi un paio di chili e risolvi il problema…”

Ma io dico, possibile che voi uomini non abbiate ancora imparato?

È da due mesi che sto combattendo la mia personalissima lotta contro questi due fottutissimi chili, ma a sentirmelo dire così mi sono sentita come la ragazzina di Hairspray.

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