Dico spesso che non esitono, che al giorno d’oggi non se ne trovano più, che sono merce rara, animali in via d’estinzione eppure ieri ne ho avuto due sotto il naso, per tutto il pomeriggio.

Un messaggio di un’amica mi avvisa. Vengono degli amici e si va al mare. Sono amici di ormai vecchia (anche se non vecchissima) data, parte di quelli che hanno salvato la mia Pasqua. E così, capita che ci si ritrovi tutti in spiaggia. E non posso fare a meno di notare come siamo tutti cresciuti, tutti cambiati da quando ci siamo incontrati la prima volta. Straordinario. E se prima parlavamo di svaghi e divertimenti, ieri la conversazione non era più la stessa. Si parlava di rapporti, di condivisione di vita ed esperienze. Si parlava di amore, di fallimenti, di futuri da costruire, con qualcuno accanto eventualmente.

Abbiamo preso il sole, fatto battaglie con la sabbia, lunghe corse in acqua per sfuggire al nemico, come quando eravamo ventenni. E se la voglia di ridere non è cambiata, il modo di stare insieme, il dialogo, è sostanzialmente maturato.

Sono tornata a casa contenta. Contenta di aver constatato che i ragazzi in gamba esistono ancora. Quelli che parlano di valori, quelli che non capiscono cosa significa “stare insieme non seriamente”, quelli timidi che parlano poco ma dicono l’essenziale, quelli a cui brillano gli occhi quando si immaginano (o si ricordano) nel ruolo di uomo/maschio accanto alla propria donna.

Alla prossima.

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