Sdraiata sul letto, gli occhi chiusi e le mani dietro la testa, mi lascio trasportare dalle note di una delle più belle ballate dei Metallica: Nothing Else Matters.

Si apre così lo scrigno dei ricordi, il cuore batte veloce, il respiro accelera, la mente corre lontana a quella voce che cantava per me quando in macchina correvamo verso la città degli eterni innamorati; ripercorre quella passeggiata nel parco passata a contare baci e pulcini sparpagliati tra le aiuole; torna a quella mattina in cui svegliandoci l’uno accanto all’altra scoprimmo con piacere che qualcuno aveva preparato per noi, oltre alla colazione, un sottofondo di musica jazz.

Tengo gli occhi chiusi, giusto il tempo di ricordare il sapore del suo amore, il profumo del nostro incontro, i colori di quei giorni trascorsi insieme.

Le palpebre serrate, strette dalla morsa delle ciglia, torno a quel bigliettino volante appeso al muro del destino, a quella fame di vita con la quale iniziavamo le giornate, alle bollicine di quella passione travolgente e inaspettata, al biglietto del treno per Venezia infilato distrattamente tra le pagine di un libro.

“Se tengo gli occhi chiusi – penso – forse quei giorni torneranno”. Ma poi mi dico che è meglio riaprirli: solo allora potranno arrivarne di nuovi.

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