settembre 2010


A Child's Dance Escapes Time © http://ciaee.deviantart.com

A Child's Dance Escapes Time © http://ciaee.deviantart.com

«And I think to myself, what a wonderful world» con queste parole la radio mi accoglie in questo primo risveglio all’interno della mia nuova vita. Il tempo stabilito per una doccia, la colazione, e poi subito in ufficio.

Già pronta, lascio asciugare smalto e capelli all’aria mattutina fresca e frizzante che faccio entrare dalla finestra.

L’appartamento è ancora mezzo vuoto. Sa di casa appena abitata. Come la precedente, so che mi ci vorranno alcuni mesi per riempirla con la mia esistenza. E già lascio tracce di me in questo nuovo mondo…

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Tutto cambia, nulla resta immutato. Anche quando sembra di vivere un momento di stasi, e ogni cosa pare ostinatamente rifiutarsi di seguire il tempo che passa.

Tutto cambia. E finalmente dopo tanta attesa mi ritrovo alla vigilia del mio nuovo trasferimento. Conquisto dopo tanti sforzi il lavoro che aspettavo, un nuovo spazio tutto per me, una nuova città. Una nuova vita.

Domani inizia il trasloco. Nonostante sia abituata a “lasciare” c’è in me tanta emozione al solo pensiero di questa nuova avventura.

Un nuovo capitolo della mia vita sta per cominciare.

L’occhiolino di un’amica. Un panino in riva al mare. Una poesia declamata in pubblico. Un biglietto aereo verso l’ignoto. Le risate con gli amici. Il profumo dei biscotti appena tolti dal forno. Un bacio inaspettato. Una stella cadente. Un cesto di fichi. Una chiacchierata sul cinema. Un ti amo speciale. Un tè profumato. Una fiera cittadina. La telefonata di un’amica. Un libro in prestito. Un pranzo di famiglia. Una canzone rock. Una passeggiata notturna a piedi nudi sulla sabbia. Un bicchiere di vino bianco in ristorante. Una gita al mare. Le fusa di un gatto. Una passeggiata a Venezia. Un biglietto d’amore. L’incontro con uno scrittore. Una pizza con gli amiche. Una corsa con il cane. Un film visto in due. L’arrivederci in aeroporto. Il ritrovarsi in aeroporto. Uno sguardo intenso. La complicità di una madre. L’abbraccio di una bimba. Le coccole in pineta. I racconti degli amici. Un anello al dito. Un vasetto di pesto fatto in casa. Un costume giallo.

*

Moments di Will Hoffman (Radiolab)

*

Perché la vità non è altro che l’insieme di momenti più o meno speciali che, come tante istantanee impresse nella nostra memoria, scoloriscono col passare del tempo…

Spaesamento di Giorgio Vasta (Laterza, 2010)

Spaesamento di Giorgio Vasta (Laterza, 2010)

Tra le letture di questi mesi estivi – acquisto imprevisto, ispirato dalle illuminanti parole di un illuminato membro della nuova generazione di scrittori italiani – c’è Spaesamento, del siciliano Giorgio Vasta.

Seducente e affascinante, la ‘testa’ di Vasta alimenta un discorso su quel rapporto tra regionalismo e nazionalismo che provoca nelle ipercinetiche ultime generazioni un senso di spaesamento dovuto al raffronto tra una vita ancorata a un luogo spazio-temporale circoscritto e delimitato da caratterizzazioni social-regionali, e quella vita scelta da un sempre maggior numero di individui che tende al più lontano orizzonte nazional-popolare, quando non si vuole, addirittura, internazionale.

Condividere questo suo senso di spaesamento viene spontaneo a chi è partito, ha lasciato, e per varie vicissitudini e con varia frequenza si è trovato a tornare.

Ed è proprio dal ritorno che parte Vasta. Da un ritorno alle origini che sembra ormai ridotto ad un puro senso di disorientamento, spaesamento appunto, non perché ciò che ci si ritrova sia cambiato. Anzi, tutto pare immutato e immutabile. Solo il soggetto pensante sembra aver acquisito, con l’allontanamento, una coscienza e una consapevolezza nuove. All’occhio indagatore, ciò che un tempo era familiare e normale appare quasi come il frutto di una disfunzione spazio-temporale dove l’incedere è quasi stasi.

Al di là, tutto s-corre.

Il libro di Giorgio Vasta è massiccio, pesante, metallico. Non si adatta ad un lettura leggera e veloce, si concede poche pagine per volta, necessita di svariate pause. È un racconto afoso, come le estati siciliane. Se ne consiglia la lettura in periodi di frescura, se non addirittura nel freddo inverno, quando la mente è sufficientemente allenata ad affrontare letture impegnative. Questo Spaesamento – massiccio e pesante malgrado le sue 117 pagine! – ci conforta con quella dedica, poco probabilmente casuale, che l’autore ha lasciato in memoria di quel «nostro spaesamento» comune.

E per concludere mi viene da dire a voi ciò che dissi a lui: «Straordinaria capacità d’analisi!»

Desista dalla lettura chi ha ancora la mente in ferie. Lettore avvisato…

• Edizione disponibile

Giorgio Vasta, Spaesamento, Laterza, 9,50€

© kokeicha

Giorgio Vasta, ovvero “Lo scrittore impenitente” © kokeicha 2010

Giorgio Vasta, ovvero “Lo scrittore impenitente” © kokeicha 2010

Mentre faccio colazione nella tranquillità di questa casa vuota, silenziosa e calma, cerco un vecchio disco e metto su questa vecchia canzone, retaggio degli anni ’80. Mi piace sentire le vibrazioni della chitarra acustica, ascoltando parole che mi portano lontano…

Buona giornata a tutti