ottobre 2010


Nocturne © kokeicha 2010

Nocturne © kokeicha 2010

Affacciata alla finestra, guardo un magnifico panorama notturno. Qualche nota mi porta lontana, lontana nel tempo e nello spazio…

Rhapsody in Blue di Gershwin

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© kokeicha 2010

© kokeicha 2010

Domenica pomeriggio. Sono sul treno che mi riporta a casa. Il viaggio sarà lungo, ho un paio di ore di fronte a me e ne approfitto per rilassarmi, leggere un po’ e scrivere. È stato un fine settimana pieno di impegni. Ormai non mi riposo nemmeno la domenica. Si corre, si corre, si corre… e quando non è il lavoro, è la famiglia, o gli amici. Ultimamente dedico poco tempo a me stessa, ma va bene così. Ho dispensato coccole in famiglia, ho fatto la cuoca per la maggior parte del tempo riuscendo divinamente (scusate la modestia) una velouté di zucca e una minestra di farro. Ho visto le amiche, ci siamo aggiornate sul lavoro, sui progetti, sugli ultimi uomini delle nostre vite… c’è chi viene, c’è chi va, c’è chi per fortuna resta. E ci si ritrova, di sabato sera, di fronte a un tè caldo come delle vecchie ziette. C’è chi ha appena affittato un nuovo appartamento, chi ne ha comprato uno, chi sta cercando casa. È come se vedessi la scena dal di fuori… siamo donne in gamba. Mi piacciono, le mie amiche. Ridiamo parlando di uomini, d’altronde è sabato sera e ci vuole anche un po’ di svago. C’è chi è arrabbiata, chi è smarrita, chi è felice… Tutte crediamo ancora nell’amore, quello vero. Si parla di passione, di sesso, di coccole. Poi di viaggi, prossime partenze, prossimi rientri. Si torna a casa, felici di esserci, sempre noi.

… Così è la vita…

Il risveglio questa mattina sa di ammorbidente e pane tostato. Ho appena steso il bucato, preparo la colazione, e mi lascio cullare dalle calde note della talentuosa Esperanza Spalding.

E la vita va, come dovrebbe andare.

Sono questi i piccoli attimi di pace che mi fanno pensare che la vita è bella. Al risveglio, questa mattina, mancava la sua mano a tenere la mia. Ma so che sta tornando.

E intanto burro, e anche marmellata… e le campane della chiesa suonano. Devo andare!

Maya © kokeicha 2010

Maya © kokeicha 2010

È iniziata oggi la terza settimana di lavoro, la casa inizia a prendere parvenze familiari, il lavoro mi lascia spazio e modo di stabilire i miei punti di riferimento… e la vita tesse pian piano la sua routine. C’è ancora molto da calibrare, abitudini da fortificare, spazi da ritagliare, progetti da portare avanti.

Capisco di essermi “allenata” una vita intera solo per poter fare oggi un lavoro che amo e che mi dà enormi soddisfazioni. Rientro a casa, stanca, eppure ho la forza e la voglia di uscire a bere un caffè con un’amica o di prendere in mano la macchina fotografica e uscire a fare due scatti.

In questa nuova vita però, mi mancano diverse cose. Ma ciò che la notte mi manca di più sono quelle dolci fusa che hanno cullato le mie notti più difficili…