Frenesia è di sicuro un sostantivo che calzerebbe a pennello a queste mie ultime settimane. Impegni, lavoro, lavoro, impegni. Giornate che iniziano alle 6h con un susseguirsi si squilli di trombe (o forse solo di sveglia) e che prosegue sino alle 20h, quando stremata e priva di energia, mi lascio cenare davanti a un piatto fumante di minestra di cereali e una tivvù che nemmeno sento. Lo spirito altrove. Un giorno dopo l’altro, il tempo corre veloce, senza che riesca nemmeno a prendere il tempo per riassumere le mie idee.

La sera ho solo una voglia: mettermi sotto il piumone, con una boule a scaldarmi i piedi e un buon libro a tenermi lontano per qualche ora dalla mia vita, solo per distrarmi un po’. Da qualche mese a questa parte sono a Barcellona, nelle atmosfere opache e fumose de L’Ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon. Se mai riuscirò ad arrivare all’ultima riga vi racconterò delle mie impressioni.

 

 

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