maggio 2011


Eccolo, il venerdì mattina, ore 7:24. Faccio colazione davanti a una tazzona di tè aromatizzato agli agrumi e una valanga di abbracci. Sì, sì, proprio abbracci. Cioccolato, panna. Cioccolato, panna. Cioccolato, panna. Dopo il lavoro, oggi prenderò il treno per tornare al mio mare. Penso che porterò con me anche la macchina fotografica. E di sicuro una mezza piletta di libri, nuovi o già iniziati, sperando di avere il tempo di sfogliare qualche pagina.

Eccolo, il venerdì è arrivato. Ore 7:32. Mi preparo a questa giornata di lavoro, l’ultima prima del week end, con un pizzico di dolcezza, un abbraccio dopo l’altro.

relaxing © kokeicha 2010

relaxing © kokeicha 2010

Ultimamente mi rendo conto che le energie non mi bastano. Avrei bisogno di un break, una pausa, se fosse possibile partire, ma non per lavoro, partire per un altrove. Chiuso per ferie. Partire per ferie. Rigorosamente vicino al mare, sempre.

Stamattina uno strano dolore mi ha svegliato prima ancora che suonasse la sveglia; non erano ancora le sei, e il dolore poi mi ha accompagnato per tutta la mattinata. So che è solo un po’ di stanchezza accumulata, la settimana scorsa ho portato a termine un progetto importante, nel quale ho messo tutte le energie residue. Adesso, per recuperare, mi ci vorranno sole, mare, sorella, micia, amiche, buoni libri, alcol, cibo, jogging.

Domani è già giovedì, il week end sta arrivando. E me lo farò bastare.

Ho così tanti libri sul mio comodino, una pila di libri in lettura che a guardarla bene sembra un’immensa torre di Pisa, un po’ sbilenca che rimanda a un’altra pila, anzi, una fila di libri, uno accanto all’altro, schierati nella libreria di casa, che chiedo tutti a gran voce una sola e unica cosa: essere letti.

Sto leggendo almeno tre cose molto interesanti, ma ho letto anche molte cose un po’ mediocri di questo ultimo periodo. Magari ve ne parlerò nel prossimo post, preparatevi, avvisi di lettura in arrivo.

E nel frattempo a dire il vero penso che, questo fine settimana, forse me ne andrò al mare, forse, perché sono stanca e avrei voglia di ricaricare le pile.

Mare, libri e blog. Questo è il programma per il week end.

Sentirsi protesi verso il futuro è una sensazione alquanto strana per una che, in genere, sta aggrappata al passato incapace di lasciarlo andare. Un futuro che vedo, quasi fosse presente. Lo vedo nitido davanti ai miei occhi, e questo presente che scorre veloce sembra già così passato. Queste mura sono quelle di una casa che non è più la mia, queste finestre mi mostrano il ricordo di un panorama ormai estinto. Ora abito luoghi della mente, ologrammi del cuore, un divenire ormai divenuto. Così percepisco questo futuro che è già presente.