febbraio 2012


don't give up on a dream © marii85

don't give up on a dream © marii85

… vorrei un po’ di serenità, vorrei tutto l’amore che posso, vorrei un pizzico di gioia, un granello di follia, e tanta ma tanta speranza per il futuro. Vorrei tutto quello che questa vita può offrirmi, tutte le cose che posso pretendere di avere, perché di vita non ne potrò vivere un’altra. E allora vorrei ogni cosa, perché alla fine, e non so quando la fine verrà, non vorrei davvero avere dei rimpianti. Non vorrei dirmi avrei dovuto essere più presente, o avrei dovuto amare di più, o avrei dovuto cogliere quell’occasione, o avrei dovuto smettere di inseguire le stelle cadenti, o avrei dovuto godere delle piccole cose che già avevo. Vorrei avere la botte piena e la moglie ubriaca, perché non vorrei rinunciare né all’una, né all’altra, entrambe preziose. Vorrei realizzare un sogno, ma per essere felice forse dovrei smettere di sognare. Vorrei che ogni tanto, ma solo ogni tanto, la vita fosse un po’ semplice, anche per me. Vorrei che quel vecchio conto con la vita fosse già saldato, vorrei smetterla di sentirmi creditrice, eppure sento che ho ancora qualcosa da pretendere.

carnaval @ kokeicha 2010

carnaval @ kokeicha 2010

La settimana scorsa ho smarrito per strada chissà dove il mio portachiavi. Certo non si tratta di un anello di diamente, ma era QUEL portachiavi acquistato inconsciamente due volte in un mercatino di Natale e che condividevo come portafortuna con mia sorella.

Lo scorso fine settimana ho smarrito la spilla che faceva da chiusura a uno dei miei maglioni preferiti; l’avevo acquistata a Parigi, cercandola in lungo e in largo per tanti negozi. Non si trattava certo di una spilla di grande valore, ma era sobria e perfetta per quel maglione, e per me.

Stamattina mi sono resa conto di non aver più nella mia libreria un libro al quale tenevo molto, soprattutto per questioni lavorative, che avevo quasi gelosamente messo da parte per tirarlo fuori nel momento in cui sarebbe servito. Ecco, il momento è arrivato ma il libro non si trova. Non c’è! Ho fatto mille volte il percorso dei dorsini della mia libreria, percorrendoli avanti e indietro, alla ricerca del titolo magico, eppure nulla. Non c’è.

Detesto prestare le mie cose, sono molto gelosa dei miei oggetti perché ognuno di essi rappresenta una storia, e non sono capace, lo ammetto, di rinunciarvi. Figurarsi quando si tratta di perdere un portafortuna, una spilla quasi decennale, un libro. Vado in crisi, e non c’è da andarne fiera, al pensiero che nulla in futuro potrà mai rimpiazzare ciò che è andato perduto… e solo mentre formulo questo pensiero, digitando sulla tastiera del mio ormai vecchio MacBook mi rendo conto che questo discorso ha radici lontane, radici che affondano nella mia infanzia, quando presto imparai che non c’è rimpiazzo possibile per ciò che si è perduto, perché certe cose non tornano. Punto e basta. Ma ne arrivano di nuove. Sorrido. E penso che sono cresciuta, malgrado il nodo allo stomaco…

Non è una rivendicazione, solo la colonna sonora di questa giornata. E adesso metto su a bollire un po’ di acqua per un tè nero speziato, prendo le mie Affinità elettive, un plaid bello morbido, e mi installo sul divano.

Davanti alla tv mi capita di finire sulla replica di una invasiva e barbarica trasmissione condotta da una giornalista che con gli anni si fa sempre meno dura e sempre più glamour. Scopro che l’ospite in collegamento è una delle voci femminili italiane più sublimi dopo quella di Mina. Sorrido. Strana coincidenza! Sorrido. Perché da qualche mese a questa parte le persone che incontro – a partire dagli amici fino a perfetti sconosciuti incontrati per caso su un treno o nel salone del parrucchiere – interrompono i nostri scambi di opinioni per dirmi: “Ma lo sai chi mi ricordi? Ecco, sì, a chi somigli? Sicuramente te l’avranno già detto, ma somigli a X”.

Pare, così dicono, e ormai non posso neanche far finta che siano pochi, che io somigli a questa brava e bella cantante italiana. E ritrovarmela davanti in tv mi incuriosisce, quasi volessi scoprire cosa dice di me questo mio celebre doppio. Al di là degli scambi di battute, di considerazioni più o meno interessanti, simpatiche e leggere come si addice alla tv, ecco viene fuori che al di là di tutti questi fronzoli, questa brava e bella cantante raccontando di sé parli di me più di quanto non mi sarei aspettata. E l’analisi critica che ne fa l’intellettuale di servizio mi lascia basita. Sorrido. Si parla di perfezione, di ansia, di nudità, di qualcosa che va dritto al sodo.

Sorrido. Pare che l’intellettuale di servizio stesse parlando della bella e brava cantante. Pare.

summer 2010 © kokeicha

summer 2010 © kokeicha

È che alle volte uno si dimentica…

Vuoi per colpa del freddo polare che sta “romanticamente” imbiancando l’Italia in lungo e in largo, vuoi per quel pullman che doveva portarmi via e che non è partito a causa della neve, vuoi per la mia spilla parigina persa per strada chissà dove, vuoi perché sono un leone nato in pieno agosto e detesto il freddo inverno, vuoi per gli affetti sempre lontani, per il lavoro che in tempo di crisi zoppica in modo sempre più vistoso…

Insomma, alle volte uno si dimentica. Si dimentica che l’inverno lascia in fretta il posto a una tiepida e colorata primavera, che il sorriso degli amici è sempre lì pronto ad abbracciarci, che ci aspettano mani grandi e dolci, che col freddo il profumo dei biscotti che cuociono nel forno sembra conciliarci col mondo intero. Insomma, capita alle volte che uno si dimentichi…

Difficile in genere farmi restare troppo a ungo in silenzio, ma ci sono momenti in cui c’è bisogno di attraversare un letargo prima di risvegliarsi ancora. Si perdono le parole, svaniscono risucchiate dai libri che si leggono, e non ne rimangono di proprie. Svaniscono i penieri, restano quelli strettamente indispensabili alla sopravvivenza. Non si ha più nulla da dire, a nessuno, neanche a se stessi. Passa anche la voglia di comunicare per immagini, la voglia di scattare un’altra istantanea. Si vive, ma non si ha la forza di fare di più.

Ma questo pomeriggio ho avuto voglia di preparare una torta, un plum cake con pepite di cioccolato. E proprio in questi giorni di gelo, freddo e neve, qualcosa dentro forse comincia a sciogliersi. E intanto me ne sto davanti al caminetto, a leggere Le affinità elettive di Goethe.

Tempo di coccole © kokeicha 2012