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Tutto cambia, nulla resta immutato. Anche quando sembra di vivere un momento di stasi, e ogni cosa pare ostinatamente rifiutarsi di seguire il tempo che passa.

Tutto cambia. E finalmente dopo tanta attesa mi ritrovo alla vigilia del mio nuovo trasferimento. Conquisto dopo tanti sforzi il lavoro che aspettavo, un nuovo spazio tutto per me, una nuova città. Una nuova vita.

Domani inizia il trasloco. Nonostante sia abituata a “lasciare” c’è in me tanta emozione al solo pensiero di questa nuova avventura.

Un nuovo capitolo della mia vita sta per cominciare.

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Where are you going ? © kokeicha 2008

Where are you going ? © kokeicha 2008

Non dovendo lavorare, questo pomeriggio, mi preparo la merenda, come ai tempi della scuola. Un tè al bergamotto, una fetta di crostata al cioccolato e, davanti alla tv, mi lascio vivere mentre Lamberto Sposini parla di botulino. L’argomento non mi interessa, ma il brusio delle voci assolve il suo compito: farmi compagnia.

Vorrei essere altrove. Ovunque, ma non qui. Negli ultimi giorni sto cedendo alla tentazione di chiudermi in casa per non vedere questo micro-mondo che non mi appartiene più da tanto, che non mi corrisponde da sempre.

Dicono che la casa, ognuno se la porta dentro. Che non esista un luogo preposto. Io, dentro di me, non riesco proprio a trovarla. E continuo a sentire quella spinta verso un altrove ancora ignoto, quella spinta che anni fa mi aveva portato e diventare straniera in paese straniero. Io che straniera lo era sempre stata in patria. Solo il mare mi fa sentire a casa. Che in me abiti lo spirito irrequieto di una sirena?

Voglio partire, ancora una volta.

Goodbye © leahesque.deviantart.com

Goodbye © leahesque.deviantart.com

Domani riparto. Ancora. Due settimane per completare il trasloco, per salutare gli amici, dire ‘Au revoir !’ al mio quartiere, al mio vecchio ufficio, al mercato della frutta. Quelle che erano diventate le mie abitudine cominciano già a mancarmi, in attesa di crearne delle nuove. Porto con me un libro, per sentirmi meno sola. Programmo l’ultima notte a casa di un’amica, la mia migliore amica. E l’ultima cena, con la mia seconda famiglia. Dirò loro che è solo un arrivederci, un au revoir, un hasta luego, un see you soon.

Tutto quel mio  mondo mi mancherà da morire.

Non lasciarti sgomentare dagli addii. Un addio è necessario prima che ci si possa ritrovare. E il ritrovarsi dopo momenti o esistenze, è certo per coloro che sono amici…

R. Bach

Alla fine le metto in valigia. Non perché non possa trovarne anche lì, al mio rientro, ma perché è un po’ come portarmi dietro un pezzo di casa. Qualche bustina di tè verde al bergamotto, per non dimenticare le chiacchierate pomeridiane che lo accompagnavano. Riporto a casa un’ustione in via di guarigione, un bernoccolo sulla testa, un’amica che pensavo perduta e che ho voluto recuperare, tanti abbracci. Qualche speranza… ma si fa finta di non vederla, per non illudersi.

La cosa più bella? Le amiche di sempre, il mio migliore amico. È bello vedere come crescendo restino sempre parte della mia vita.

Parole offerte (More than...Words © by iZgo)

Parole offerte (More than...Words © by iZgo)

Accerchiata da pile di libri accatastati alla bell’e meglio, una voce mi dice:

— Lo sa che scelgo le persone con cui lavoro per la loro genialità e per la loro problematicità.

*

Davanti ad uno sportello, in attesa dei biglietti per la navetta, un’altra voce mi dice:

— Questi due biglietti sono entrambi per lei o uno per lei e uno per me?

*

Davanti al cancello di casa trovo i miei due cani impazziti, la mia voce dice:

— Finalmente!

Il risveglio [Dream © by lunariya]Dream © by lunariya

Lo aveva detto, qualche giorno fa, ricordo che lo aveva detto. Lo scrissi, che lo aveva detto, ne restano le prove. Chi è passato da qui ha letto che effettivamente lo aveva detto. Potevo averlo sognato, che l’avesse detto. In fondo il desiderio può giocare brutti scherzi. Soprattutto quando si fa intenso.

Eppure, oggi, lo ha ripetuto. Quindi non avevo solo immaginato… I biglietti sono pronti. Parto sabato. Iniziano le mie vacanze estive.

*

Ascoltando: Peter Von Poehl The Story Of The Impossible

Barcelona, Mon amour!

Sono ancora completamente sotto lo charme della capitale catalana. Sarà che negli altri viaggi c’era l’effetto “spaesamento” che entusiasma, ma stavolta il viaggio è stato inebriante per altri motivi.

Era la prima volta che mettevo piede in Spagna, dopo aver tentato in vano per anni di organizzare questo viaggio con le mie amiche, quest’anno siamo riuscite a partire. Un’italiana una francese e una marocchina in giro per le strade di Barcellona. Con la voglia di dimenticarsi. Vivere una vita altra. E ci siamo riuscite. Trovare gente calorosa e chiassosa, un po’ come quella che somiglia a me, sentire gli stessi profumi della mia terra, d’origine catalana, mangiare tapas la sera accompagnate da un bicchiere di sangria. I turisti in giro per la città, le spiagge affollate di gente, colori vivi, un tempo più che favorevole e poi quella sua strana magia, eredità di Gaudì. Quelle linee morbide e le curve infinite che sembrano sfidare ogni legge di gravità. Il cuore gotico della città, dove chiese, palazzi, fortezze e strade mostrano un passato ricco e intenso.

Cosa raccontarvi? Difficile raccontare una città, un po’ come raccontare un libro. Si può tentare di tratteggiarne il profilo, poi lo sguardo soggettivo ci vede un miraggio del tutto personale.

Io forse ci ho trovato qualcosa che andavo cercando da tempo. Ci ho trovato un po’ delle mie origini. Ci ho trovato della gente solare, gentile, sorridente, sempre pronta a scambiare quattro chiacchiere. Ci ho trovato un ottimo cibo, un mercato ricco di colori e di frutta, un porto che raccoglie l’antico e il moderno. Ho trovato la cultura, la storia, i musei, le case folli progettate da Gaudì, le bancarelle sul porto, i venditori di cianfrusaglie, i catalani pronti a rimorchiare le straniere come in tutte le grandi città turistiche che si rispettino.

Ho trovato sorrisi, buon umore, voglia di vivere, di divertirsi, di fare festa. Sarà che ero in viaggio, che era la mia “festa”, ma ho trovato una città viva, gioiosa e saporita.

Rientrando a Parigi, sull’autobus, una sola voglia: ripartire!

Hasta luego Barcelona!

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