È venerdì, giubilo immenso. Finalmente due giorni per riposare, e fare tutto ciò che si vuole, compreso oziare. E così, uscita dall’ufficio, passo nella biblioteca accanto a casa a prendere un libro, poi un’ora di rassodamento in vista dell’estate, poi dal signore qua sotto che ha un negozietto di generi alimentari.

E mi viene da sorridere, ripensando a questo negoziante di altri tempi, in piedi ancora oggi malgrado i tanti supermercati. Ha un po’ di tutto, diciamo tutto l’essenziale per i momenti di emergenza. E la mia emergenza, questo pomeriggio si chiamava pane. Ha prezzi carissimi, e quando entri ti guarda sornione, sempre però afflitto dal fatto che tu abbia comprato così poco, che tu prenda una pagnotta oppure formaggi, frutta, verdura, uova, acqua, etc. Sempre un po’ affranto, intristito, una nota di disappunto nei suoi occhi. Eppure nonostante tutto mi è simpatico. Se ne sta lì, a gestire quei pochi clienti giornalieri, tutti presi dalle urgenze della giornata, pronti a farsi spennare. Ieri con quello che ho speso da lui per comprare due bottiglie di acqua, al supermercato ne avrei prese 10 e mezza.

Il pane, stasera, me lo sono mangiata con gusto. Quasi assaporando quella morbidezza sopraffina, quellaparte croccante, quel profumo ancora intatto. Quello che è rimasto poi l’ho conservato in freezer, per non dover poi tornare domani a farmi spennare di nuovo. Aspetto almeno fino alla prossima settimana prima di tornarci.

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Maneki-neko

Maneki-neko

Sono capitata più volte nella China Town di Parigi, spesso per mangiare in qualche ristorantino, alla ricerca di salsa di soya, nouilles e funghi neri ma sempre fermandomi alla parte più esterna, quella del grande supermercato dei fratelli Tang (mi piace all’italiana ;D) senza mai arrivare al cuore del quartiere. Ieri mi sono lasciata trasportare avendo un po’ di tempo libero. Rincorrendo una vetrina dietro l’altra sono riuscita a portarmi a casa un bel bottino.

Ho rimpianto di non avere con me la mia reflex, l’atmosfera già quasi autunnale e la luce ingrigita dal tempo rendeva il quartiere ancora più suggestivo. Magie che solo Parigi sa operare… basta prendere la metropolitana per ritrovarsi dall’altro capo del mondo.

Ero alla ricerca di un oggetto ben preciso, un maneki-neko, ovvero il gatto che secondo la tradizione cinese portà prosperità nelle case in cui si trova. L’ho trovato, il mio gatto dalla faccetta simpatica. Ne ho preso uno con due zampine alzate, proprio perché avrei bisogno di un doppio aiuto. Lungo la mia passeggiata sono capitata in un supermercato dove ho acquistato un po’ di frutta come non la si trova altrove, in una rivenditoria di tè dove ho comprato un sacchetto di tè all’arancia e cannella e un servizio con una bellissima teiera cinese e dove tornerò per acquistare un sacchetto di tè blu (è la prima volta che lo trovo!), in un negozio di cercamiche contemporanee dove sicuramente tornerò e dove per ora ho acquistato solo ninnoli da poco. Nella busta della spesa ho fatto posto a bacchette colorare e ciotole in terracotta.

Non mi resta che organizzare un tea-party, per inaugurare la nuova teiera e il nuovo tè…