Contact (detail) © marielliott.deviantart.com

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E rendersi conto, una mattina di primavera, di non sapere più quello che si vuole…

Ci rifletto un po’, da qualche giorno, e mi rendo conto che ultimamente faccio sempre più fatica a prendere delle decisioni. In realtà è lo scegliere che mi pone problemi. Sarà che ho affrontato bivi importanti nell’ultimo anno, ma ora quando gli amici mi chiedono se preferisco andare al cinema o una cena in casa mi verrebbe da implorare che sollevino da me questo calice.

«Non m’importa, dico. È uguale. Scegliete voi. Per me fa lo stesso…»

So che le fatiche passate non sono una buona scusa, e mi rendo conto che questo “lassismo” psicologico si potrebbe rivelare molto pericoloso. Per questo da oggi ho deciso di impormi una scelta, sempre e comunque, non solo su questioni di VITALE importanza ma anche su quelle più banali, QUOTIDIANE. Perciò scelgo di giocare a Super Mario anzi che andare fuori, il cinema al posto di un concerto, la pasta invece della carne. Strano come tutto oggi mi appaia completamente indifferente…

In fondo, l’unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro.

Cesare Pavese

Jorge Amado

Jorge Amado

Di solito, i libri, li divoro nell’ardore del momento. Letture più o meno compulsive, intense, entusiaste. C’è un libro, nella mia carriera di lettrice, uno solo, che mi ha accompagnato per ben quattro anni, prima nei caldi mesi estivi, poi durant gli inverni, per arrivare al capolinea nel febbraio 2010. Si tratta del romanzo Gabriella garofano e cannella di Jorge Amado.

Un capitolo dopo l’altro, Jorge Amado racconta quel Brasile fatto di fazendeiros e banditi, armatori e prostitue. Rievoca musiche, profumi, sapori, colori. Tanti i protagonisti, e diverse le storie che si intrecciano tra le pagine di questo romanzo. Storie di passioni, gelosie, vendette e affari sono raccontate dallo scrittore brasiliano con semplicità.

Jorge Amado “Gabrielle garofano e cannella”

Jorge Amado “Gabriella garofano e cannella”

L’amore che mette nella creazione del personaggio di Gabriella è palpabile. Mulatta, sinuosa, desiderata da tutti, Gabriella lavora come cuoca nel bar dell’arabo Nacib che di lei si innamora sino a volerne fare una sposa rispettabile. Ma lo spirito libero e selvaggio di Gabriella, tenuto al guinzaglio per amore di Nacib nel matrimonio, porterà la sensuale mulatta a sentirsi sempre più in gabbia e sempre meno libera come quei piedi, abituati a camminare scalzi, stretti e avviliti in scarpette eleganti.

Amado ci mostra il Brasile, regalandoci un’intimità impensata e insperata con luoghi, persone, profumi e tradizioni lontani dalla nostra realtà, e mostrandoci come gli schemi e le regole portino spesso alla rovina delle cose più belle.

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Ci sono certi fiori che marciscono dentro un portafiori.

Jorge Amado, “Gabriella garofano e cannella”

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Edizioni disponibili:

• Jorge Amado, Gabriella garofano e cannella, Einaudi, 12€.

• Jorge Amado, Gabriella garofano e cannella, Mondadori, 9,40 €.

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by kokeicha

Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale

si esce dalla realtà.

Guy de Maupassant


Marcela Serrano

Marcela Serrano

Quella che ci racconta Marcela Serrano, nei suo Quaderni del pianto, è la storia di una donna forte, di quelle che combattono guerre impossibili, quelle che la vita ferisce con una ferocia inaudita. La scrittrice cilena continua, con questo suo ultimo romanzo, a tratteggiare, con i suoi ritratti di donna, il riflesso di un paese, un’epoca, una cultura. Torna per parlarci del Sud America disegnando con maestria un  nuovo profilo di donna. Ci ricorda le eroine che l’hanno preceduta, fatte di acciaio e nuvole, pronte a combattere contro il mondo intero per riconquistare un angolo di paradiso.

E questa volta la battaglia che la Serrano ci racconta è quella dei bambini rubati. Nei Quaderni del pianto la scrittrice cilena si trova a rievocare la storia di una donna come tante, di quelle cresciute in campagna, senza educazione, che dopo aver dato alla luce una bambina si trova davanti dei medici che gliene annunciano la morte improvvisa, ingiustificata, inspiegabile. Con una consapevolezza ancestrale e quasi animalesca l’eroina rifiuta di credere a questa notizia ingaggiando una vera e propria lotta alla riconquista della verità.

I quaderni del pianto di Marcela Serrano

I quaderni del pianto

E la ricerca della figlia passerà attraverso la conquista dell’istruzione che le restituirà quell’esistenza che le sue umili origini sembravano negarle di fronte ad una società omertosa dove i valori sembrano dettati dalla voce del dio denaro.

Ancora una volta Marcela Serrano fa, di un racconto intimo, il ritratto di una società, con brusche e scarne pennellate. Il linguaggio semplice e diretto, si accorda alla perfezione non solo con la storia narrata ma con il personaggio. Il lettore affascinato ascolta silenzioso una voce narrare, con tono fermo e semplice, quella che è l’atroce realtà di troppe madri.

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Più avanti la vita mi avrebbe regalato tanti cieli azzurri, ma quello fu l’unico paradiso. Finché, mio malgrado, le sue porte si richiusero. Lo sapete, no, se c’è una cosa che contraddistingue il paradiso, è che a un certo punto smette di essere tale, tutti ne veniamo scacciati, presto o tardi.”
Marcela Serrano, I quaderni del pianto.

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Marcela Serrano, I quaderni del pianto, Feltrinelli, 7,50 €.

by kokeicha

Riflessioni notturne:

Pioggia primaverile

proprio ora le cose

diventano splendide.

Chiyo Jo
Raining Days I [part] © by JOX

Raining Days I (detail) © by JOX

Riflessioni

Ciò che la gente chiama destino è, per lo più, soltanto l’insieme delle sciocchezze che essa commette.

Arthur Schopenhauer

Riflessione pre-viaggio

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

Voltaire

Travelling © by SOFIg

Travelling © by SOFIg


Riflessioni notturne:

“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.”

The Butterfly Effect, 2004

Sempre dell’idea di rileggere i classici della letteratura italiana, scelgo questa volta un volume leggero e sottile dal titolo accattivante che sfoggia come garanzia un nome non trascurabile: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino.

Italo Calvino

Italo Calvino

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L’autore del Visconte dimezzato e del Barone rampante, apre con questo libro del 1979 una conversazione con i suoi lettori, o meglio col suo Lettore ideale, facendo del racconto una sorta di matriosca. Ogni storia porta al suo interno altre storie destinate, pare, a non trovare mai una fine…

Sorprende, nelle prime pagine del libro, l’intimità che lo scrittore stabilisce col suo lettore, sorprende per l’acuità con la quale sembra ci osservi leggere. Viene il dubbio che il libro sia stato dedicato ad una lettrice privilegiata (forse la moglie?), qualcuno che Calvino ha a lungo osservato. Bellissima lettera, intima, franca eppure ingarbugliata nella quale lo scrittore dà luce ai meccanismi nascosti della letteratura: al processo della scrittura, della traduzione, dell’editoria per arrivare al rapporto privilegiato che si instaura durante la lettura.

La storia vede come protagonisti un Lettore e una Lettrice le cui vicende personali si intrecciano nel momento in cui si ritrovano in libreria per restituire l’ultimo libro di Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore appunto, (che il Lettore Reale regge tra le mani e divora pagina dopo pagina) perché privati dei capitoli finali. Inizia così una rincorsa al finale perduto che deluderà il Lettore e la Lettrice portandoli a iniziare un libro dopo l’altro alla ricerca delle pagine mancanti trovando invece storie sempre nuove. E l’arte di Calvino ci mostra come riesca a fare del processo narrativo un complicato groviglio di storie che si mescolano le une con le altre. C’è infatti l’intrigo principale che lega il Lettore e la Lettrice nella loro ricerca, le storie che essi leggono di volta in volta, quelle che i vari personaggi raccontano ai due protagonisti, quella del Lettore reale.

Sono i “racconti” i veri protagonisti, e i vari modi in cui le storie possono pervenire al lettore: in maniera diretta tramite una conversazione, o indiretta tramite la lettura, e una lettura nella lettura, e una lettura nella lettura della lettura.

Saporito, questo libro, speziato, cucinato con sapienza e pazienza, portato avanti da uno stile preciso ed elegante. Un libro che si colloca a metà tra letteratura e critica letteraria, capace di concedere al Lettore reale il piacere di una storia che tra sbalzi e interruzioni si conclude in modo tradizionale, con un sempre apprezzato lietofine.

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Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino: Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: “No, non voglio vedere la televisione!” Alza la voce, se no non ti sentono: “Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!” Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: “Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!” O se non vuoi dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.

Italo Calvino

Se una notte d’inverno un viaggiatore

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Alcune edizioni disponibili:

Se una notte d’inverno un viaggiatore, Mondadori, 2000, 9 €.

© kokeicha