Una casetta piccolina in Canadà © kokeicha 2010

Una casetta piccolina in Canadà © kokeicha 2010

Ci sono immagini, scorci, vedute, che restano nella mente nonostante la loro banalità. Non vi è nulla di straordinario in loro eppure evocano in noi sensazioni primordiali, effimere e inafferrabili, lasciando spazio alla nostalgia e ad una vaga idea di calore e protezione.

C’è un casolare circondato dai campi, colorato di giallo, davanti al quale passo ogni volta che esco a fare jogging. Ci passo anche questa mattina, mentre Ligabue canta per me le sue più belle canzoni. Sembra immerso in una valle incantata, probabile dimora di fate e folletti. «Ecco – penso – lì ci vivrei bene!» Mi vedo seduta ad un tavolo di legno scuro, intenta a lavorare, a scrivere, o di fronte ad un caminetto acceso a leggere un libro dopo l’altro. C’è profumo di pane fatto in casa, e il rumore delle oche che di sicuro starnazzano in cortile. Un cane, è come se lo vedessi, gongola al sole dando la caccia alle lucertole. Una voce mi chiama dall’altra stanza…

Un’amica scioglie l’incanto e io sto solo facendo jogging.

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Marilyn Monroe ©

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Non so, ma di questi tempi c’è un’immagine che mi perseguita. Mi rincorre, ritorna a me quando meno me lo aspetto. Si tratta della bellissima Marilyn Monroe che ogni tanto si impossessa dei miei pensieri senza un evidente motivo per mostrarsi in tutto il suo splendore. Ritorna con la sua grazia, la sua bellezza, la sua sensualità e quel velo che ogni tanto le oscurava lo sguardo e che pochi fotografi hanno saputo coglie (o forse non hanno nemmeno cercato).
Ciò che mi affascina oggi della Monroe non è il suo essere diva ma il suo essere donna. Una meraviglia di donna!

Marilyn Monroe ©

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Che abbia bisogno di sentirmi diva per un istante?

Marilyn Monroe ©

Marilyn Monroe ©

I'm Waiting For The Next Train

I'm Waiting For The Next Train

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Si prospetta un lungo week end visto che qui, in Francia, il 21 maggio è festa e il venerdì tutti fanno ponte. C’è voglia di partire, non lontano, giusto il tempo di allontanarsi dalla metropoli, dimenticare il cielo spesso grigio e la confusione del traffico, lasciarsi alle spalle la metropolitana e avvicinarsi a contrade bucoliche, panorami mozzafiato, aria fresca e magari approfittarne per sentire ancora il rumore del mare. Ho un’improvvisa voglia di prendere il treno, per andare dove ancora non lo so.

Progetti per un lungo week end di passioni, magari condiviso tra passeggiate, fotografia e gastronomia.

Vedremo…

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Work in progress

Work in progress

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Strana settimana, questa appena iniziata. Essere in ufficio a fare le veci del Capo, senza dover rendere conto a nessuno, libera di lavorare come meglio mi pare e di fare un pausa quando ne ho voglia.

C’è uno strano silenzio. Ci sto bene, in questo silenzio. Forse mi ci voleva.

Ho tra le mani il sogno e l’illusione di qualcuno. Qualcuno che ha creduto in un’intuizione, pensandola geniale. Io valuto, cerco di capire, di scovare la genialità. Devo ammettere che ancora non ci sono riuscita. Qualche amica mi considera come una sorta di killer dei sogni altrui. Io non ci avevo mai pensato prima. E un po’, in fondo, è vero.

Ma che soddisfazione quando si trova questa genialità nella speranza di qualcuno, che voglia di vederla realizzata. E quando poi chiamano in ufficio, dicendo “Avete fatto davvero un ottimo lavoro, sono molto soddisfatto” è una delle ricompense più grandi.

Il tè delle 5h. Così ho deciso di chiamare il mio blog. Perché? Non è facile riassumere i mille motivi che hanno fatto sorgere questa frase, queste parole, questo momento della giornata. English mood? Japanese style? Forse un po’ di tutto. O forse solo perché adoro il tè, che bevo a più riprese durante le mie giornate. Un po’ come il 99% degli italiani fa col caffè.

Una tazza di tè rappresenta un bouquet di aromi, un viaggio voluttuoso, un istante d’evasione.

Probabilmente in queste immagini si racchiude la metafora di questo mio blog, appena nato, con la speranza che sia un prezioso e voluttuoso viaggio, istante d’evasione da condividere.