È ridicola, l’Italia, agli occhi di molti, troppi. Gli italiani stringono la cinta, e vanno avanti. Nonostante tutto continuano, e vanno avanti. Non c’è alternativa, solo turarsi il naso di fronte a questi olezzi politici che stanno impestando l’aria nazionale da troppo tempo. Ho nostalgia dell’Italia dei miei genitori. Non c’ero, ma ne ho comunque nostalgia.

È ridicola, l’Italia, nei suoi pasticci burocratico-amministrativi, nei quali sono rimasti invischiati anche i politici di oggi. Ride, kokeicha, perché per una volta non è il cittadino a restare invischiato nelle trame collose e viscide della burocrazia, fatta per scoraggiare i molti e avvantaggiare i pochi.

E così, a proposito del ridicolo caso delle Liste regionali, quando a destra proclamano la cospirazione comunista e a sinistra si inneggia al sano spirito di competizione, mi viene da ridere. Perché per una volta non siamo noi, a lottare contro il malfunzionamento amministrativo. Non siamo noi a rimanere tagliati fuori a causa del non rispetto della tempistica burocratica.

E la popolazione di internet risopnde con un video esilarante, dedicato alla Polverini, dove la verità dell’Italia di oggi è cantata en passant: “E forza semo abituati… daje se po’ fà!”.

Forse… o forse no!

Rosetta Loy

Rosetta Loy

Sembra che ci siano due modi di raccontare la Storia, quella con la S maiuscola, due modi completamente differenti ma complementari. Una è la storia raccontata e vista dagli occhi degli uomini, fatta di eventi di portata nazional-mondiale, l’altra è quella raccontata e vista dagli occhi delle donne che si rivela una storia fatta di dettagli quotidiani, incentrata sulla lotta della gente comune e della vita di tutti i giorni.

Il fascismo ha sicuramente marchiato più di una personalità letteraria, ma riscoprirlo tra le pagine di Rosetta Loy è come tenere tra le mani una vecchia foto ingiallita dal tempo, una di quelle fotografie di persone comuni, strappate alla banalità quotidiana da uno scatto che sembra poter restare ad imperitura memoria. Perché se si combatteva al fronte la guerra degli statisti, nelle case la gente comune portava avanti la propria personale battaglia per la sopravvivenza non solo fisica ma anche e soprattutto morale e psicologica.

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria è un libro che seduce prima che con la sua storia con il titolo. Evocativo, essenziale, quasi puro per la contraddizione che porta in sè toccando probabilmente la maggior parte di lettori prima ancora di essere aperto, sfogliato, esaminato attraverso la quarta di copertina…

Capita spesso che l’albero dei ricordi sia nero, carico di frutti che non sempre abbiamo voluto, cercato, saputo affrontare, e capita spesso che i rami di questo albero si siano piegati sotto questo peso. Ma è la promessa della parte finale del titolo a mentenere viva la speranza in un futuro migliore. Quel lieto fine al quale non si crede più ma che si continua a bramare segretamente fino all’ultimo.

Rosetta Loy racconta la Storia come solo le scrittrici sanno fare, narrando le vicende di persone comuni che hanno visto la loro vita devastata dalla guerra. Ma l’aberrazione più grande è rappresentata da quello che il fascismo ha imposto e preteso dalla popolazione italiana. Un pezzo di storia che Rosetta Loy ha vissuto e che non vuole e non può dimenticare. Lo racconta, questo pezzo di storia con delicatezza e precisione, non dimenticando di far riferimento agli avvenimenti che come i rintocchi di una campana scandiscono il ritmo di quegli anni. Lo racconta parlando di ragazzi comuni che si ritrovano dall’oggi al domani a fronteggiare la follia della guerra. Qualcuno partirà per la guerra, osservandone l’orrore da vicino, qualcunaltro resterà ripiegato su se stesso, vittima lontana e inconsapevole…

Tra storie di gente comune e riferimenti storici precisi, Rosetta Loy offre un’istantanea dell’Italia fascista che merita di essere letta per la vita che restituisce a quelle vittime che la guerra ha mietuto non sul campo di battaglia ma tra quelle persone che ad essa sono sopravvissute.

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Non si può sempre tornare sulla stessa domanda, abbiamo sofferto abbastanza adesso basta, io sono giovane, voglio il futuro, tutto il futuro, quello che mi spetta e quello che avrebbe potuto essere il loro.

Rosetta Loy

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria

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Alcune edizioni disponibili:

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria, Einaudi, 2004, 16,50 €.

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria, Einaudi, 2005, 10,50 €.

© kokeicha