relaxing © kokeicha 2010

relaxing © kokeicha 2010

Ultimamente mi rendo conto che le energie non mi bastano. Avrei bisogno di un break, una pausa, se fosse possibile partire, ma non per lavoro, partire per un altrove. Chiuso per ferie. Partire per ferie. Rigorosamente vicino al mare, sempre.

Stamattina uno strano dolore mi ha svegliato prima ancora che suonasse la sveglia; non erano ancora le sei, e il dolore poi mi ha accompagnato per tutta la mattinata. So che è solo un po’ di stanchezza accumulata, la settimana scorsa ho portato a termine un progetto importante, nel quale ho messo tutte le energie residue. Adesso, per recuperare, mi ci vorranno sole, mare, sorella, micia, amiche, buoni libri, alcol, cibo, jogging.

Domani è già giovedì, il week end sta arrivando. E me lo farò bastare.

Frenesia è di sicuro un sostantivo che calzerebbe a pennello a queste mie ultime settimane. Impegni, lavoro, lavoro, impegni. Giornate che iniziano alle 6h con un susseguirsi si squilli di trombe (o forse solo di sveglia) e che prosegue sino alle 20h, quando stremata e priva di energia, mi lascio cenare davanti a un piatto fumante di minestra di cereali e una tivvù che nemmeno sento. Lo spirito altrove. Un giorno dopo l’altro, il tempo corre veloce, senza che riesca nemmeno a prendere il tempo per riassumere le mie idee.

La sera ho solo una voglia: mettermi sotto il piumone, con una boule a scaldarmi i piedi e un buon libro a tenermi lontano per qualche ora dalla mia vita, solo per distrarmi un po’. Da qualche mese a questa parte sono a Barcellona, nelle atmosfere opache e fumose de L’Ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon. Se mai riuscirò ad arrivare all’ultima riga vi racconterò delle mie impressioni.

 

 

Maya © kokeicha 2010

Maya © kokeicha 2010

È iniziata oggi la terza settimana di lavoro, la casa inizia a prendere parvenze familiari, il lavoro mi lascia spazio e modo di stabilire i miei punti di riferimento… e la vita tesse pian piano la sua routine. C’è ancora molto da calibrare, abitudini da fortificare, spazi da ritagliare, progetti da portare avanti.

Capisco di essermi “allenata” una vita intera solo per poter fare oggi un lavoro che amo e che mi dà enormi soddisfazioni. Rientro a casa, stanca, eppure ho la forza e la voglia di uscire a bere un caffè con un’amica o di prendere in mano la macchina fotografica e uscire a fare due scatti.

In questa nuova vita però, mi mancano diverse cose. Ma ciò che la notte mi manca di più sono quelle dolci fusa che hanno cullato le mie notti più difficili…

Il cielo in una stanza

Il cielo in una stanza

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Oltre il vetro accanto alla scrivania il cielo è grigio, come è ormai abitudine. Al di qua dello stesso vetro le note sono altrettanto grigie. Una canzone anni 60 passa alla radio, che la canta stavolta in una lingua che non è la mia rendendola ancora più malinconica. E anzi che ritrovarmi in una stanza senza più pareti, soffoco in una cella che sembra aver esaurito il suo ossigeno. Illusione prima che la voce riprenda, elegante, la sua corsa sui binari originali.

Afferrata ad un dling torno alla realtà, su questa sedia girevole, davanti allo schermo del mio pc, ritrovo le urgenze del momento nelle quali annego il ricordo delle urgenze atemporali.

Work in progress

Work in progress

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Strana settimana, questa appena iniziata. Essere in ufficio a fare le veci del Capo, senza dover rendere conto a nessuno, libera di lavorare come meglio mi pare e di fare un pausa quando ne ho voglia.

C’è uno strano silenzio. Ci sto bene, in questo silenzio. Forse mi ci voleva.

Ho tra le mani il sogno e l’illusione di qualcuno. Qualcuno che ha creduto in un’intuizione, pensandola geniale. Io valuto, cerco di capire, di scovare la genialità. Devo ammettere che ancora non ci sono riuscita. Qualche amica mi considera come una sorta di killer dei sogni altrui. Io non ci avevo mai pensato prima. E un po’, in fondo, è vero.

Ma che soddisfazione quando si trova questa genialità nella speranza di qualcuno, che voglia di vederla realizzata. E quando poi chiamano in ufficio, dicendo “Avete fatto davvero un ottimo lavoro, sono molto soddisfatto” è una delle ricompense più grandi.