A piedi nudi © kokeicha 2010

A piedi nudi © kokeicha 2010

Confesso che era uno dei miei momenti peggiori. A volte capita. Quei momenti in cui tutto ti sfugge di mano e speri nel domani perché la famosa ruota riprenda a girare. E l’unica cosa che riesci a fare, con i tuoi trent’anni suonati, è chiuderti come un bimbo in un metaforico armadio, sperando che l’oscurità possa nasconderti ad un destino che sembra accanirsi su di te.

È arrivata in quel momento, a tirarmi fuori dal mio antro, una bellissima bimba con la quale intrattengo fin dalla sua nascita un rapporto speciale. Una biondina di sei anni, che non vedevo da troppi mesi, e che è venuta sino a me per aggrapparsi al mio collo come una piccola scimmietta, con tutta la dolcezza e l’affetto di cui è capace. E così, con le braccia strette al mio collo e le lunghe gambette attanagliate alla mia vita mi ha regalato un raggio di sole.

Non era proprio uno dei miei momenti migliori, ma sono dovuta uscire dalla grotta buia e fredda per portarla in spiaggia a raccogliere conchiglie con i piedi in acqua.

È stato un mese duro. Spero che, con queste premesse, l’atmosfera di giugno si alleggerisca un po’…

Alba © Elena Badu 2009

Alba © Elena Bazu 2009

È una sensazione estremamente spaesante risvegliarsi alle primissime luci dell’alba. Soprattutto se si è dormito al settimo piano e le finestre delle stanza non sono in alcun modo oscurate. L’aria sembra quasi impalpabile, rarefatta, e la luce prende i colori di pesca, passando dall’arancione al bluette. È come lasciarsi coccolare, e ogni volta che si decide di aprire gli occhi ci si accorge che la luce è già cambiata. Diversa e impossibile. È come sentirsi ancora dentro il sogno, anche se poi sogno non c’è stato, o non ha lasciato traccia. Un sogno in cui lo scorrere è placido e l’emozione inverosimile.

E quando ormai posso roconoscere una luce familiare, mi metto a sedere sul letto. Ah, già, stanotte ho dormito in ufficio sfrattata da un piccolo topolino vagabondo che ha deciso di installarsi da me senza chiedere il permesso a nessuno.

Non è stato male dormire al settimo cielo. Tra dieci minuti inizio a lavorare (sempre al settimo cielo)!