Goodbye my lover by © http://korny-pnk.deviantart.com

Goodbye my lover by © http://korny-pnk.deviantart.com

Dal finestrino del treno vedo due ragazzi baciarsi, intensamente, stretti stretti… non si vorrebbero separare. Lei gli accarezza il viso, forse asciugandogli due lacrime ribelli, forse solo un po’ di fumo negli occhi. Si tengono per mano cercando di ritardare il momento dell’addio, o forse solo dell’arrivederci. E già la voce metallica annuncia la partenza immediata. Li osservo dal mio finestrino, senza poter fare a meno di sorridere dolcemente. Lei stringe qualcosa, gli soffia un bacio sul palmo della mano, sorride, ma le gambe ballano nervose.  E i piedi non riescono a stare fermi. Avranno diciasette anni, probabilmente pensano che questo sia l’amore della loro vita… solo il tempo potrà dirlo. E improvvisamente mi sento vecchia, piena di nostalgia per i miei diciasette anni, di tenerezza per questi ragazzi, che mi ricordano tante cose, vecchie e nuove. Poco più di una settimana fa ero io a stringere una mano, e ad accarezzare un volto per un arrivederci. Strana la vita, alle volte si ripete sempre uguale a sé stessa. Una scena già vissuta mille volte, mille volte in maniera diversa. Tra lacrime e singhiozzi quando ero ragazzina, in maniera composta con i miei trent’anni… e con il cuore carico della speranza di un prossimo ritrovarsi.

 

Maya © kokeicha 2010

Maya © kokeicha 2010

È iniziata oggi la terza settimana di lavoro, la casa inizia a prendere parvenze familiari, il lavoro mi lascia spazio e modo di stabilire i miei punti di riferimento… e la vita tesse pian piano la sua routine. C’è ancora molto da calibrare, abitudini da fortificare, spazi da ritagliare, progetti da portare avanti.

Capisco di essermi “allenata” una vita intera solo per poter fare oggi un lavoro che amo e che mi dà enormi soddisfazioni. Rientro a casa, stanca, eppure ho la forza e la voglia di uscire a bere un caffè con un’amica o di prendere in mano la macchina fotografica e uscire a fare due scatti.

In questa nuova vita però, mi mancano diverse cose. Ma ciò che la notte mi manca di più sono quelle dolci fusa che hanno cullato le mie notti più difficili…

Una casetta piccolina in Canadà © kokeicha 2010

Una casetta piccolina in Canadà © kokeicha 2010

Ci sono immagini, scorci, vedute, che restano nella mente nonostante la loro banalità. Non vi è nulla di straordinario in loro eppure evocano in noi sensazioni primordiali, effimere e inafferrabili, lasciando spazio alla nostalgia e ad una vaga idea di calore e protezione.

C’è un casolare circondato dai campi, colorato di giallo, davanti al quale passo ogni volta che esco a fare jogging. Ci passo anche questa mattina, mentre Ligabue canta per me le sue più belle canzoni. Sembra immerso in una valle incantata, probabile dimora di fate e folletti. «Ecco – penso – lì ci vivrei bene!» Mi vedo seduta ad un tavolo di legno scuro, intenta a lavorare, a scrivere, o di fronte ad un caminetto acceso a leggere un libro dopo l’altro. C’è profumo di pane fatto in casa, e il rumore delle oche che di sicuro starnazzano in cortile. Un cane, è come se lo vedessi, gongola al sole dando la caccia alle lucertole. Una voce mi chiama dall’altra stanza…

Un’amica scioglie l’incanto e io sto solo facendo jogging.

In fondo non è male. Questa vacanza che doveva essere estiva si è trasformata in vacanza quasi invernale. Piove, come in pieno inverno. Tanto che mi vien voglia di preparare una torta alle nocciole. E mentre la torta cuoce in forno, fuori guardo la pioggia cadere. Giornate calme e tranquille, ne approfitto per pranzare con amici e colleghi, e organizzare cene e serate in allegria.

Questa mattina mi sono ritrovata a passare davanti a quella che è stata la mia Facoltà quasi una decina di anni fa, con una collega di allora, oggi amica. Fa sempre uno strano effetto. Si cambia, eppure si è sempre le stesse. Malgrado i passi da gigante, le evoluzioni e le rivoluzioni personali e professionali. È bello tornare a casa, lascia sempre un gusto un po’ amaro in bocca. Con quel sapore di nostalgia per i bei vecchi tempi e la certezza che se oggi fosse tutto come allora non saremmo poi così felici.

Forse un giorno tornerò alla conquista del “vecchio continente” pronta a piantare la mia bandiera e a costruire una nuova citadella…

*

Canzone di oggi, ovviamente, Il mare d’inverno di Loredana Bertè
The Flight of Thoughts © by ufo8mydog

The Flight of Thoughts © by ufo8mydog

In macchina, questa mattina, mentre la radio passava la canzonetta di questa stagione estiva non ho potuto evitare che mi scendessero grosse lacrime. Nostalgia, ecco cos’era. E per un attimo, metre il mio corpo continuava a tenere il volante, il mio spirito è volato altrove. Sono tornata al mio mare, mi sono seduta sulla spiaggia dalla sabbia bianca, proprio quella difronte a casa, e sola, in silenzio, ho pianto come una bambina chiedendo al mare di farmi tornare.

Non sapevo ancora nel qualche ora più tardi, nel caldo pomeriggio, l’uomo in camice bianco mi avrebbe regalato un sogno. Un sogno da spendere entro settembre.

Sarà che come dice mia zia sono un po’ fitza de brùscia!