Eccolo, il venerdì mattina, ore 7:24. Faccio colazione davanti a una tazzona di tè aromatizzato agli agrumi e una valanga di abbracci. Sì, sì, proprio abbracci. Cioccolato, panna. Cioccolato, panna. Cioccolato, panna. Dopo il lavoro, oggi prenderò il treno per tornare al mio mare. Penso che porterò con me anche la macchina fotografica. E di sicuro una mezza piletta di libri, nuovi o già iniziati, sperando di avere il tempo di sfogliare qualche pagina.

Eccolo, il venerdì è arrivato. Ore 7:32. Mi preparo a questa giornata di lavoro, l’ultima prima del week end, con un pizzico di dolcezza, un abbraccio dopo l’altro.

Annunci

Anxiety (Detail) © classicrendezvous.deviantart.com

Anxiety (Detail) © classicrendezvous.deviantart.com

In questi giorni anche respirare diventa difficile. Quasi mi facessi prendere da una crisi d’ansia. Mi sento braccata, come se temessi che da un momento all’altro qualcuno scoprisse… cogliendomi con le mani nel sacco.

Respiri brevi, veloci, faticosi. Vorrei ossigenare polmoni, cervello e cuore. Ma oggi si parte. Cambio aria per qualche giorno, cambio vita, cambio paese, cambio lingua, cambio amici. Torno ad essere ME, e lascio IO a casa. Forse lì riuscirò a respirare ancora.

È strano pensare che i propri beni siano in viaggio per l’Europa. Ben imballati in scatole di cartone, mescolano libri con pentole, scarpe con documenti vari. La casa si sta svuotando pian piano, sempre più simile a quella che mi aveva accolto un annetto fa. Oggi ho imballato le ultime cose, e il resto lo porterò in valigia, con me.

Una pila di scatole s’innalza vicino al divano: frullatore, tostapane, bollitore, scarpe, tazzine da caffè, telefono. Una sull’altra, in ordine decrescente, sembrano un albero di Natale, un po’ ritardatario.

Iniziano ad accumularsi nell’agenda appuntamenti per salutare gli amici che resteranno qui. Martedì, giovedì, venerdì, sabato, sfilano uno dopo l’altro. So già che non mi basteranno per salutare tutti come vorrei. Qualcuno mi chiede di restare qualche giorno in più, per un compleanno. Ma è venuto il momento. Rimandare ancora non avrebbe senso. Mi preparo. Arrivederci.

Alla fine le metto in valigia. Non perché non possa trovarne anche lì, al mio rientro, ma perché è un po’ come portarmi dietro un pezzo di casa. Qualche bustina di tè verde al bergamotto, per non dimenticare le chiacchierate pomeridiane che lo accompagnavano. Riporto a casa un’ustione in via di guarigione, un bernoccolo sulla testa, un’amica che pensavo perduta e che ho voluto recuperare, tanti abbracci. Qualche speranza… ma si fa finta di non vederla, per non illudersi.

La cosa più bella? Le amiche di sempre, il mio migliore amico. È bello vedere come crescendo restino sempre parte della mia vita.

Il risveglio [Dream © by lunariya]Dream © by lunariya

Lo aveva detto, qualche giorno fa, ricordo che lo aveva detto. Lo scrissi, che lo aveva detto, ne restano le prove. Chi è passato da qui ha letto che effettivamente lo aveva detto. Potevo averlo sognato, che l’avesse detto. In fondo il desiderio può giocare brutti scherzi. Soprattutto quando si fa intenso.

Eppure, oggi, lo ha ripetuto. Quindi non avevo solo immaginato… I biglietti sono pronti. Parto sabato. Iniziano le mie vacanze estive.

*

Ascoltando: Peter Von Poehl The Story Of The Impossible