relaxing © kokeicha 2010

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Ultimamente mi rendo conto che le energie non mi bastano. Avrei bisogno di un break, una pausa, se fosse possibile partire, ma non per lavoro, partire per un altrove. Chiuso per ferie. Partire per ferie. Rigorosamente vicino al mare, sempre.

Stamattina uno strano dolore mi ha svegliato prima ancora che suonasse la sveglia; non erano ancora le sei, e il dolore poi mi ha accompagnato per tutta la mattinata. So che è solo un po’ di stanchezza accumulata, la settimana scorsa ho portato a termine un progetto importante, nel quale ho messo tutte le energie residue. Adesso, per recuperare, mi ci vorranno sole, mare, sorella, micia, amiche, buoni libri, alcol, cibo, jogging.

Domani è già giovedì, il week end sta arrivando. E me lo farò bastare.

Tutto cambia, nulla resta immutato. Anche quando sembra di vivere un momento di stasi, e ogni cosa pare ostinatamente rifiutarsi di seguire il tempo che passa.

Tutto cambia. E finalmente dopo tanta attesa mi ritrovo alla vigilia del mio nuovo trasferimento. Conquisto dopo tanti sforzi il lavoro che aspettavo, un nuovo spazio tutto per me, una nuova città. Una nuova vita.

Domani inizia il trasloco. Nonostante sia abituata a “lasciare” c’è in me tanta emozione al solo pensiero di questa nuova avventura.

Un nuovo capitolo della mia vita sta per cominciare.

Where are you going ? © kokeicha 2008

Where are you going ? © kokeicha 2008

Non dovendo lavorare, questo pomeriggio, mi preparo la merenda, come ai tempi della scuola. Un tè al bergamotto, una fetta di crostata al cioccolato e, davanti alla tv, mi lascio vivere mentre Lamberto Sposini parla di botulino. L’argomento non mi interessa, ma il brusio delle voci assolve il suo compito: farmi compagnia.

Vorrei essere altrove. Ovunque, ma non qui. Negli ultimi giorni sto cedendo alla tentazione di chiudermi in casa per non vedere questo micro-mondo che non mi appartiene più da tanto, che non mi corrisponde da sempre.

Dicono che la casa, ognuno se la porta dentro. Che non esista un luogo preposto. Io, dentro di me, non riesco proprio a trovarla. E continuo a sentire quella spinta verso un altrove ancora ignoto, quella spinta che anni fa mi aveva portato e diventare straniera in paese straniero. Io che straniera lo era sempre stata in patria. Solo il mare mi fa sentire a casa. Che in me abiti lo spirito irrequieto di una sirena?

Voglio partire, ancora una volta.