The reader  ©  tonyna.deviantart.com

The reader © tonyna.deviantart.com

Me ne sto qui, seduta in giardino, all’ombra del gazebo, la gattina in grembo, a leggere… sto leggendo un bellissimo romanzo di un premio Nobel, e mi chiedo se, mentre io leggo la storia della morte di Riccardo Reìs, ci sia qualcuno che legga la mia; qualcuno che, pagina dopo pagina, mi legga vivere tra le righe di un romanzo.

C’è qualcuno che se ne sta sdraiato sul divano a leggere la storia della mia vita?

Se per caso ci fossi, caro lettore, potresti per cortesia saltare qualche pagina, magari qualche capitolo, e vedere se ci sarà anche per me un momento in cui sogni ed illusioni smetteranno di avere il sopravvento e lasceranno il posto ad una semplice, banale, concreta, piacevole realtà? Grazie!

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Light is On © by sharo

Light is On © by sharo

Mi ero ripromessa di lasciare la politica fuori da questo blog, e cercherò di attenermi al mio precetto. Però di questi tempi, con le polemiche che imperversano all’interno del nostro paese, sento la necessità di precisare una cosa:

Io sono un cervello pensante.

Penso che non mi basta che qualcuno mi dica qualcosa per crederla reale. Penso che la realtà non sia aleatoria. Penso che si stia travalicando il limite della decenza, dell’etica e del rispetto. Perciò, oggi, mi va di ricordare ai cantori delle false verità che la loro voce non basta a rendere reale l’immaginario, perché, come tanti italiani, io sono un cervello pensante.

Il risveglio [Dream © by lunariya]Dream © by lunariya

Lo aveva detto, qualche giorno fa, ricordo che lo aveva detto. Lo scrissi, che lo aveva detto, ne restano le prove. Chi è passato da qui ha letto che effettivamente lo aveva detto. Potevo averlo sognato, che l’avesse detto. In fondo il desiderio può giocare brutti scherzi. Soprattutto quando si fa intenso.

Eppure, oggi, lo ha ripetuto. Quindi non avevo solo immaginato… I biglietti sono pronti. Parto sabato. Iniziano le mie vacanze estive.

*

Ascoltando: Peter Von Poehl The Story Of The Impossible

Il cielo in una stanza

Il cielo in una stanza

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Oltre il vetro accanto alla scrivania il cielo è grigio, come è ormai abitudine. Al di qua dello stesso vetro le note sono altrettanto grigie. Una canzone anni 60 passa alla radio, che la canta stavolta in una lingua che non è la mia rendendola ancora più malinconica. E anzi che ritrovarmi in una stanza senza più pareti, soffoco in una cella che sembra aver esaurito il suo ossigeno. Illusione prima che la voce riprenda, elegante, la sua corsa sui binari originali.

Afferrata ad un dling torno alla realtà, su questa sedia girevole, davanti allo schermo del mio pc, ritrovo le urgenze del momento nelle quali annego il ricordo delle urgenze atemporali.