Rosetta Loy

Rosetta Loy

Sembra che ci siano due modi di raccontare la Storia, quella con la S maiuscola, due modi completamente differenti ma complementari. Una è la storia raccontata e vista dagli occhi degli uomini, fatta di eventi di portata nazional-mondiale, l’altra è quella raccontata e vista dagli occhi delle donne che si rivela una storia fatta di dettagli quotidiani, incentrata sulla lotta della gente comune e della vita di tutti i giorni.

Il fascismo ha sicuramente marchiato più di una personalità letteraria, ma riscoprirlo tra le pagine di Rosetta Loy è come tenere tra le mani una vecchia foto ingiallita dal tempo, una di quelle fotografie di persone comuni, strappate alla banalità quotidiana da uno scatto che sembra poter restare ad imperitura memoria. Perché se si combatteva al fronte la guerra degli statisti, nelle case la gente comune portava avanti la propria personale battaglia per la sopravvivenza non solo fisica ma anche e soprattutto morale e psicologica.

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria è un libro che seduce prima che con la sua storia con il titolo. Evocativo, essenziale, quasi puro per la contraddizione che porta in sè toccando probabilmente la maggior parte di lettori prima ancora di essere aperto, sfogliato, esaminato attraverso la quarta di copertina…

Capita spesso che l’albero dei ricordi sia nero, carico di frutti che non sempre abbiamo voluto, cercato, saputo affrontare, e capita spesso che i rami di questo albero si siano piegati sotto questo peso. Ma è la promessa della parte finale del titolo a mentenere viva la speranza in un futuro migliore. Quel lieto fine al quale non si crede più ma che si continua a bramare segretamente fino all’ultimo.

Rosetta Loy racconta la Storia come solo le scrittrici sanno fare, narrando le vicende di persone comuni che hanno visto la loro vita devastata dalla guerra. Ma l’aberrazione più grande è rappresentata da quello che il fascismo ha imposto e preteso dalla popolazione italiana. Un pezzo di storia che Rosetta Loy ha vissuto e che non vuole e non può dimenticare. Lo racconta, questo pezzo di storia con delicatezza e precisione, non dimenticando di far riferimento agli avvenimenti che come i rintocchi di una campana scandiscono il ritmo di quegli anni. Lo racconta parlando di ragazzi comuni che si ritrovano dall’oggi al domani a fronteggiare la follia della guerra. Qualcuno partirà per la guerra, osservandone l’orrore da vicino, qualcunaltro resterà ripiegato su se stesso, vittima lontana e inconsapevole…

Tra storie di gente comune e riferimenti storici precisi, Rosetta Loy offre un’istantanea dell’Italia fascista che merita di essere letta per la vita che restituisce a quelle vittime che la guerra ha mietuto non sul campo di battaglia ma tra quelle persone che ad essa sono sopravvissute.

*

Non si può sempre tornare sulla stessa domanda, abbiamo sofferto abbastanza adesso basta, io sono giovane, voglio il futuro, tutto il futuro, quello che mi spetta e quello che avrebbe potuto essere il loro.

Rosetta Loy

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria

*

Alcune edizioni disponibili:

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria, Einaudi, 2004, 16,50 €.

Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria, Einaudi, 2005, 10,50 €.

© kokeicha

Annunci

Sempre dell’idea di rileggere i classici della letteratura italiana, scelgo questa volta un volume leggero e sottile dal titolo accattivante che sfoggia come garanzia un nome non trascurabile: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino.

Italo Calvino

Italo Calvino

*

L’autore del Visconte dimezzato e del Barone rampante, apre con questo libro del 1979 una conversazione con i suoi lettori, o meglio col suo Lettore ideale, facendo del racconto una sorta di matriosca. Ogni storia porta al suo interno altre storie destinate, pare, a non trovare mai una fine…

Sorprende, nelle prime pagine del libro, l’intimità che lo scrittore stabilisce col suo lettore, sorprende per l’acuità con la quale sembra ci osservi leggere. Viene il dubbio che il libro sia stato dedicato ad una lettrice privilegiata (forse la moglie?), qualcuno che Calvino ha a lungo osservato. Bellissima lettera, intima, franca eppure ingarbugliata nella quale lo scrittore dà luce ai meccanismi nascosti della letteratura: al processo della scrittura, della traduzione, dell’editoria per arrivare al rapporto privilegiato che si instaura durante la lettura.

La storia vede come protagonisti un Lettore e una Lettrice le cui vicende personali si intrecciano nel momento in cui si ritrovano in libreria per restituire l’ultimo libro di Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore appunto, (che il Lettore Reale regge tra le mani e divora pagina dopo pagina) perché privati dei capitoli finali. Inizia così una rincorsa al finale perduto che deluderà il Lettore e la Lettrice portandoli a iniziare un libro dopo l’altro alla ricerca delle pagine mancanti trovando invece storie sempre nuove. E l’arte di Calvino ci mostra come riesca a fare del processo narrativo un complicato groviglio di storie che si mescolano le une con le altre. C’è infatti l’intrigo principale che lega il Lettore e la Lettrice nella loro ricerca, le storie che essi leggono di volta in volta, quelle che i vari personaggi raccontano ai due protagonisti, quella del Lettore reale.

Sono i “racconti” i veri protagonisti, e i vari modi in cui le storie possono pervenire al lettore: in maniera diretta tramite una conversazione, o indiretta tramite la lettura, e una lettura nella lettura, e una lettura nella lettura della lettura.

Saporito, questo libro, speziato, cucinato con sapienza e pazienza, portato avanti da uno stile preciso ed elegante. Un libro che si colloca a metà tra letteratura e critica letteraria, capace di concedere al Lettore reale il piacere di una storia che tra sbalzi e interruzioni si conclude in modo tradizionale, con un sempre apprezzato lietofine.

*

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino: Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: “No, non voglio vedere la televisione!” Alza la voce, se no non ti sentono: “Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!” Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: “Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!” O se non vuoi dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.

Italo Calvino

Se una notte d’inverno un viaggiatore

*

Alcune edizioni disponibili:

Se una notte d’inverno un viaggiatore, Mondadori, 2000, 9 €.

© kokeicha

Italo Svevo

Italo Svevo

“Dolore e amore,

poi, la vita insomma,

non può essere considerata quale una malattia

perché duole”

*

Nel 1923, Italo Svevo pubblica quello che resterà il suo capolavoro. Con La Coscienza di Zeno lo scrittore si addentra in tematiche a lui care, approfondendo il ruolo dell’inetto nella società dei primi del ‘900, l’attendibilità della psicanalisi, la malattia come mezzo di differenziazione sociale e la scrittura come strumento di affermazione dell’io.

Ed è proprio nella scrittura, intesa come accompagnamento pratico alla riflessione e all’auto-analisi, che Italo Svevo pone le basi di questo nuovo romanzo che si colloca in quella corrente letteraria anticipata in Francia da Marcel Proust che nel 1913 aveva pubblicato Alla ricerca del tempo perduto. Scrittura e auto-analisi rappresentano un terreno fertile da indagare in maniera del tutto personale, per quegli scrittori che tentano di dipingere in letteratura l’evoluzione di un io pensante.

Italo Svevo, nei panni (forse autobiografici?) di Zeno Cosini affronta il tema dell’alienazione sociale incarnata dalla malattia. Malato reale o immaginario, l’eroe di Svevo ha bisogno di distaccarsi dalla normalità che lo circonda consacrandosi quale vittima di una malattia che affligge tanto il corpo quanto lo spirito.

Spinto da uno psicanalista a scrivere le sue memorie nel tentativo di guarire dal male che lo affligge, Zeno intraprende con la scrittura un viaggio a ritroso che lo porterà ad evocare sulle pagine di un diario gli episodi più salienti della sua vita. Lo si vede adolescente, malato di quella malattia che egli chiama “l’ultima sigaretta” della quale lascia traccia su ogni lembo di carta. Ad ossessionarlo non sembra essere il fumo quanto piuttosto il proposito mai compiuto di smettere quel vizio. Inizia così l’autoritratto di un inetto, incapace di portare a termine ogni sua risoluzione, lasciandosi trasportare dagli eventi e dalle circostanze. Il matrimonio con una donna che mai aveva desiderato prima, l’amicizia con il suo miglior nemico, gli investimenti in borsa che sempre aveva giudicato azzardati e pericolosi.

A disagio nella società, Zeno è vittima di dolori che lo colpiscono ogni volta che si sente sminuito, attaccato, rifiutato. Porta nel fisico il segno di un disagio e di un’alterità che lo spingono a considerarsi malato tra i malati. Inizia con la malattia, una riflessione che tocca i confini tra realtà e immaginazione, tra ciò che si crede e ciò che è, che sarà il leit motiv di tutto il romanzo, capace di mostrare il rovescio di ogni medaglia che Zeno terrà tra le mani.

La narrazione alla prima persona, il ricorso al monologo interiore, lo sguardo ironico, non smettono di dare rilievo al divario esistente tra speculazione e concretezza, due elementi che non smettono di duellare lungo tutta la narrazione.

Nella Coscienza di Zeno, il malato, il diverso, lo scrittore, sono le vesti di cui l’inetto si veste, rivelandosi saggio poiché capace di essere aperto alle eventualità del destino.

@ kokeicha

*

Alcune edizioni disponibili:

La coscienza di Zeno, Baldini Castoldi Dalai, 2009, 7,90€.

La coscienza di Zeno, Zanichelli, 2008, 7€.

La coscienza di Zeno, Garzanti, 2007, 8,50€.

La coscienza di Zeno, Einaudi, 2005, 9,50€.

La coscienza di Zeno, Mondadori, 2001, 8,80€.

Audiolibri:

La coscienza di Zeno, Il Narratore Audiolibri, 2004, 23,99€.