Questa mattina ho bisogno di calma intorno, di silenzio, di pace. Una doccia calda, la colazione in silenzio, un libro per passare il tempo prima di recarmi in ufficio. Ho bisogno di integrare il silenzio in me, di ingerire calma e tranquillità.

E mentre mi vesto per uscire, mi concedo pochi suoni capaci di cullare il mio animo agitato.

Annunci
The Flight of Thoughts © by ufo8mydog

The Flight of Thoughts © by ufo8mydog

In macchina, questa mattina, mentre la radio passava la canzonetta di questa stagione estiva non ho potuto evitare che mi scendessero grosse lacrime. Nostalgia, ecco cos’era. E per un attimo, metre il mio corpo continuava a tenere il volante, il mio spirito è volato altrove. Sono tornata al mio mare, mi sono seduta sulla spiaggia dalla sabbia bianca, proprio quella difronte a casa, e sola, in silenzio, ho pianto come una bambina chiedendo al mare di farmi tornare.

Non sapevo ancora nel qualche ora più tardi, nel caldo pomeriggio, l’uomo in camice bianco mi avrebbe regalato un sogno. Un sogno da spendere entro settembre.

Sarà che come dice mia zia sono un po’ fitza de brùscia!

Crying

Crying © by Sblommaert

Un po’ di silenzio non guasta, quando la vita avanza troppo velocemente e non si ha il tempo di assimilare. Capita allora che resti come stordita dagli eventi che non riconosco, non accetto, non catalizzo. E quando gli eventi si fanno taglienti come lame di coltello dico “no, non di nuovo, non ora…” Ci sono ferite che tutti dobbiamo portare prima o poi, ma io ho già parecchie cicatrici, non ancora rimarginate. È allora che nel silenzio senti  gridare una voce, tanto distorta da non essermi familiare, che supplica “non di nuovo, non a me…”

Il silenzio di questi giorni grida più forte. Ho un gran mal di testa. Resto immobile, rannichiata come un bimbo con le gambe al petto, proteggendomi la testa con le mani prima che l’urto arrivi.

Per non morire ancora.