Old woman  © paulie2nd.deviantart.com

Old woman © paulie2nd.deviantart.com

Alle volte mi capita di condividere con uno sconosciuto un momento speciale. Quando ci si incontra, mentre la vita ci trascina velocemente altrove. E noi riusciamo a fermarci, giusto il tempo di un attimo. Quanto basta, per poi riprendere il cammino.

«Signorì, così le schiaccia tutte!»

Sto sistemando alcune confezioni di fragole una sull’altra dentro un sacchetto della spesa ed evidentemente qualcuno ha qualcosa da ridire. Una signora accanto a me, sta curiosando senza ritegno.

«Poi così le si schiacciano tutte. Prenda un altro sacchetto!»

La signora mi ispira simpatia. Le sorrido come sorrido agli sconosciuti e replico «Così, quando arrivo a casa, ho già la macedonia pronta…» Lei mi guarda stranita, cerca di capire se sia seria o se stia scherzando e io, per farla felice, prendo un altra busta della spesa. Basta così poco… La sento finalmente farsi una bella risata. La guardo ridere con il volto segnato dalla vita e i capelli bianchi tagliati corti come quelli di una ragazzina, e rido a mia volta. Anzi, sorrido. Stavolta sorrido per davvero. Un sorriso sincero e spontaneo.

«Signorì – mi dice – ma che bel sorriso che c’ha! Proprio un bellissimo sorriso. Lei è davvero bella. Proprio bella!»

Non capita spesso. La guardo stranita – stavolta è il mio turno. «Lei è troppo gentile. Nemmeno mia nonna me le dice queste cose…» E penso subito a chi quel sorriso non ha voluto vederlo crescere, a chi rifiuta un saluto, a chi finge di sapere che esisto. A lei, e a tutti gli altri…

Smiling (Detail) © maskedriderkc.deviantart.com

Smiling (Detail) © maskedriderkc.deviantart.com

Lo vedo, il sorriso sulle mie labbra. Appena accennato. E mi vedo vivere a rallentatore.

Forse sarà l’età, la consapevolezza del salto che si sta per compiere. Forse la senzazione di aver portato a termine una missione, e di doverne iniziare un’altra. Forse. Forse la curiosità per quello che verrà. Forse. E forse tutte queste cose insieme.

Un viaggio dai ritmi lenti e pacati. Nessun problema costituiva più un problema. Semplice routine. Nulla sembra intaccare questa strana serenità. Strano per una sempre sul filo della frenesia.

Oltre alle valigie mi porto dietro un bagaglio enorme.

Cresco ancora.

Respiro.

Mi sento bene.

Life Support © `gilad

Life Support © `gilad

È in serata come questa che mi rendo conto di quanto sia dura dover vivere da sola. Quando ci si ritrova rannicchiati per terra, con la testa tra le gambe, le lacrime che orgogliose restano tra le ciglia, e il bisogno di una mano pronta a rimetterti in piedi. Quando anche l’abitudine non basta, e ci vorrebbe una stampella, qualcuno che anche per pochi istanti possa prendere il timone al mio posto, giusto il tempo di far sparire la paura e le lacrime, per poi tornare a volare.

È in serate come questa, quando si rientra a casa con una stretta allo stomaco e la mandibola in equilibrio precario, quando l’amarezza non ti impedisce di vedere il dolore degli altri e ti spinge a dare pochi spiccioli per un pasto elemosinato, quando tutti escono alla ricerca dello svago settimanale mentre io rientro a casa stremata dalla durezza della vita, in serate come questa che mi rendo conto di quanto sia pesante vivere da sola.

Poi una ragazza al volante mi lascia attraversare la strada con un sorriso pur avendo la precedenza. Ancora una volta mi rialzo. Da sola. E la vita va avanti.

*

P.S. Spero che questo post non offenda la sensibilità di nessuno, la mia vuole essere solo una parabola esistenziale.

 Smile © by The-Dragon-Of-Whi

Smile © by The-Dragon-Of-Whi

Strana la vita! Quando si è costretti all’immobilità sia essa psicologica, fisica o esistenziale sembra che il cervello lavori senza sosta producendo progetti a lunga e breve scadenza come raramente accade in circostanze normali.
E questa estate, dove l’immobilismo prevarica tutto, programmo una vita che per il momento è rimasta sospesa nel vuoto. Progetti di lavoro, di vacanze, semplicemente di vita per reimpossessarmi di ciò che con tanta fatica avevo costruito e che cause di forza maggiore mi stanno negando. Non c’è nulla di meglio della progettazione quando ci si trova nell’impossibilità di realizzare qualsiasi piccolezza.

E io progetto, organizzo, sperando che la vita presto riprenda a sorridere.