Davanti alla tv mi capita di finire sulla replica di una invasiva e barbarica trasmissione condotta da una giornalista che con gli anni si fa sempre meno dura e sempre più glamour. Scopro che l’ospite in collegamento è una delle voci femminili italiane più sublimi dopo quella di Mina. Sorrido. Strana coincidenza! Sorrido. Perché da qualche mese a questa parte le persone che incontro – a partire dagli amici fino a perfetti sconosciuti incontrati per caso su un treno o nel salone del parrucchiere – interrompono i nostri scambi di opinioni per dirmi: “Ma lo sai chi mi ricordi? Ecco, sì, a chi somigli? Sicuramente te l’avranno già detto, ma somigli a X”.

Pare, così dicono, e ormai non posso neanche far finta che siano pochi, che io somigli a questa brava e bella cantante italiana. E ritrovarmela davanti in tv mi incuriosisce, quasi volessi scoprire cosa dice di me questo mio celebre doppio. Al di là degli scambi di battute, di considerazioni più o meno interessanti, simpatiche e leggere come si addice alla tv, ecco viene fuori che al di là di tutti questi fronzoli, questa brava e bella cantante raccontando di sé parli di me più di quanto non mi sarei aspettata. E l’analisi critica che ne fa l’intellettuale di servizio mi lascia basita. Sorrido. Si parla di perfezione, di ansia, di nudità, di qualcosa che va dritto al sodo.

Sorrido. Pare che l’intellettuale di servizio stesse parlando della bella e brava cantante. Pare.

Per chi lo avesse perso ieri sera ecco una parte dell’intervento di Benigni… Dedica canora al presidente del partito dell’amore…

 

Io sto con Saviano!

Where are you going ? © kokeicha 2008

Where are you going ? © kokeicha 2008

Non dovendo lavorare, questo pomeriggio, mi preparo la merenda, come ai tempi della scuola. Un tè al bergamotto, una fetta di crostata al cioccolato e, davanti alla tv, mi lascio vivere mentre Lamberto Sposini parla di botulino. L’argomento non mi interessa, ma il brusio delle voci assolve il suo compito: farmi compagnia.

Vorrei essere altrove. Ovunque, ma non qui. Negli ultimi giorni sto cedendo alla tentazione di chiudermi in casa per non vedere questo micro-mondo che non mi appartiene più da tanto, che non mi corrisponde da sempre.

Dicono che la casa, ognuno se la porta dentro. Che non esista un luogo preposto. Io, dentro di me, non riesco proprio a trovarla. E continuo a sentire quella spinta verso un altrove ancora ignoto, quella spinta che anni fa mi aveva portato e diventare straniera in paese straniero. Io che straniera lo era sempre stata in patria. Solo il mare mi fa sentire a casa. Che in me abiti lo spirito irrequieto di una sirena?

Voglio partire, ancora una volta.