Certo, le vacanze di Natale sono uscite, feste, grandi abbuffate, risate, cene e nottate in bianco, ma quest’anno sono state per me principalmente vacanze relax. Un fuoco di caminetto, una poltrona morbida e confortevole e qualche libro. In sottofondo risuonava l’entusiasmo per questo nuovo anno appena arrivato. Forse per dimenticare la mia storia, mi metto alla ricerca delle storie altrui, capaci di portarmi altrove, lontano da qui. Un qui ancora non ben definito, quasi fosse bipolare, schizzofrenico, che talvolta è qui  talvolta è là.

E così, col naso dentro a un libro e i piedi riscaldati da un fuoco scoppiettante, mi ritrovo al Cairo a seguire le peripezie del ladro Said in Il ladro e i cani di Nagib Mafuz, poi a Osaka, per spiare la storia d’amore e di follia della musicista Shunkin et del suo allievo Sasuke in Due amori crudeli di Junichiro Tanizaki, per poi ammirare in un carosello volteggiante le amanti folli e assassine più famose della storia dell’arte in Le donne che amano sono pericolose di Stefano Zuffi.

Mi rendo conto solo in questo momento che ciò che accomuna queste mie letture è l’immagine dell’amore folle e irrazionale, talvolta omicida. Che ci sia un messaggio, un significato, un bisogno inespresso?

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In fondo non è male. Questa vacanza che doveva essere estiva si è trasformata in vacanza quasi invernale. Piove, come in pieno inverno. Tanto che mi vien voglia di preparare una torta alle nocciole. E mentre la torta cuoce in forno, fuori guardo la pioggia cadere. Giornate calme e tranquille, ne approfitto per pranzare con amici e colleghi, e organizzare cene e serate in allegria.

Questa mattina mi sono ritrovata a passare davanti a quella che è stata la mia Facoltà quasi una decina di anni fa, con una collega di allora, oggi amica. Fa sempre uno strano effetto. Si cambia, eppure si è sempre le stesse. Malgrado i passi da gigante, le evoluzioni e le rivoluzioni personali e professionali. È bello tornare a casa, lascia sempre un gusto un po’ amaro in bocca. Con quel sapore di nostalgia per i bei vecchi tempi e la certezza che se oggi fosse tutto come allora non saremmo poi così felici.

Forse un giorno tornerò alla conquista del “vecchio continente” pronta a piantare la mia bandiera e a costruire una nuova citadella…

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Canzone di oggi, ovviamente, Il mare d’inverno di Loredana Bertè

Il risveglio [Dream © by lunariya]Dream © by lunariya

Lo aveva detto, qualche giorno fa, ricordo che lo aveva detto. Lo scrissi, che lo aveva detto, ne restano le prove. Chi è passato da qui ha letto che effettivamente lo aveva detto. Potevo averlo sognato, che l’avesse detto. In fondo il desiderio può giocare brutti scherzi. Soprattutto quando si fa intenso.

Eppure, oggi, lo ha ripetuto. Quindi non avevo solo immaginato… I biglietti sono pronti. Parto sabato. Iniziano le mie vacanze estive.

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Ascoltando: Peter Von Poehl The Story Of The Impossible

 Smile © by The-Dragon-Of-Whi

Smile © by The-Dragon-Of-Whi

Strana la vita! Quando si è costretti all’immobilità sia essa psicologica, fisica o esistenziale sembra che il cervello lavori senza sosta producendo progetti a lunga e breve scadenza come raramente accade in circostanze normali.
E questa estate, dove l’immobilismo prevarica tutto, programmo una vita che per il momento è rimasta sospesa nel vuoto. Progetti di lavoro, di vacanze, semplicemente di vita per reimpossessarmi di ciò che con tanta fatica avevo costruito e che cause di forza maggiore mi stanno negando. Non c’è nulla di meglio della progettazione quando ci si trova nell’impossibilità di realizzare qualsiasi piccolezza.

E io progetto, organizzo, sperando che la vita presto riprenda a sorridere.