When the World Spins (Detail) © lealmighty.deviantart.com

When the World Spins (Detail) © lealmighty.deviantart.com

Vorrei partire. Ancora. Ne ho bisogno. E qui nulla mi trattiene per davvero. Qui come altrove, del resto. Eppure ogni volta che parto mi sento in colpa. In colpa verso chi rimane.

Gli amici, mi chiamano. Mi vogliono. E tornare lì sarebbe ancora come tornare a casa, l’altra casa. Mi viene un groppo in gola al pensiero di averla lasciata, non ci stavo bene. Eppure stavo meglio che qui. Meglio di come sto qui, ora.

Alle volte credo di non essere fatta per stare in nessun posto, di essere destinata a vagare per l’eternità. Ma a me non piace vagare, piace restare. Ed ero tornata per restare, ma già sogno di ripartire.

Vorrei capire cosa c’è in me che non va, per cambiare, e per smettere. Ma non capisco, e non riesco a smettere.

Ho bisogno di trovare casa, di incontrare le mie radici, e di smettere di volteggiare come una trottola.

Inizio ad avere le vertigini…

Where are you going ? © kokeicha 2008

Where are you going ? © kokeicha 2008

Non dovendo lavorare, questo pomeriggio, mi preparo la merenda, come ai tempi della scuola. Un tè al bergamotto, una fetta di crostata al cioccolato e, davanti alla tv, mi lascio vivere mentre Lamberto Sposini parla di botulino. L’argomento non mi interessa, ma il brusio delle voci assolve il suo compito: farmi compagnia.

Vorrei essere altrove. Ovunque, ma non qui. Negli ultimi giorni sto cedendo alla tentazione di chiudermi in casa per non vedere questo micro-mondo che non mi appartiene più da tanto, che non mi corrisponde da sempre.

Dicono che la casa, ognuno se la porta dentro. Che non esista un luogo preposto. Io, dentro di me, non riesco proprio a trovarla. E continuo a sentire quella spinta verso un altrove ancora ignoto, quella spinta che anni fa mi aveva portato e diventare straniera in paese straniero. Io che straniera lo era sempre stata in patria. Solo il mare mi fa sentire a casa. Che in me abiti lo spirito irrequieto di una sirena?

Voglio partire, ancora una volta.

Anxiety (Detail) © classicrendezvous.deviantart.com

Anxiety (Detail) © classicrendezvous.deviantart.com

In questi giorni anche respirare diventa difficile. Quasi mi facessi prendere da una crisi d’ansia. Mi sento braccata, come se temessi che da un momento all’altro qualcuno scoprisse… cogliendomi con le mani nel sacco.

Respiri brevi, veloci, faticosi. Vorrei ossigenare polmoni, cervello e cuore. Ma oggi si parte. Cambio aria per qualche giorno, cambio vita, cambio paese, cambio lingua, cambio amici. Torno ad essere ME, e lascio IO a casa. Forse lì riuscirò a respirare ancora.

Smiling (Detail) © maskedriderkc.deviantart.com

Smiling (Detail) © maskedriderkc.deviantart.com

Lo vedo, il sorriso sulle mie labbra. Appena accennato. E mi vedo vivere a rallentatore.

Forse sarà l’età, la consapevolezza del salto che si sta per compiere. Forse la senzazione di aver portato a termine una missione, e di doverne iniziare un’altra. Forse. Forse la curiosità per quello che verrà. Forse. E forse tutte queste cose insieme.

Un viaggio dai ritmi lenti e pacati. Nessun problema costituiva più un problema. Semplice routine. Nulla sembra intaccare questa strana serenità. Strano per una sempre sul filo della frenesia.

Oltre alle valigie mi porto dietro un bagaglio enorme.

Cresco ancora.

Respiro.

Mi sento bene.

Alla fine le metto in valigia. Non perché non possa trovarne anche lì, al mio rientro, ma perché è un po’ come portarmi dietro un pezzo di casa. Qualche bustina di tè verde al bergamotto, per non dimenticare le chiacchierate pomeridiane che lo accompagnavano. Riporto a casa un’ustione in via di guarigione, un bernoccolo sulla testa, un’amica che pensavo perduta e che ho voluto recuperare, tanti abbracci. Qualche speranza… ma si fa finta di non vederla, per non illudersi.

La cosa più bella? Le amiche di sempre, il mio migliore amico. È bello vedere come crescendo restino sempre parte della mia vita.

Barcelona, Mon amour!

Sono ancora completamente sotto lo charme della capitale catalana. Sarà che negli altri viaggi c’era l’effetto “spaesamento” che entusiasma, ma stavolta il viaggio è stato inebriante per altri motivi.

Era la prima volta che mettevo piede in Spagna, dopo aver tentato in vano per anni di organizzare questo viaggio con le mie amiche, quest’anno siamo riuscite a partire. Un’italiana una francese e una marocchina in giro per le strade di Barcellona. Con la voglia di dimenticarsi. Vivere una vita altra. E ci siamo riuscite. Trovare gente calorosa e chiassosa, un po’ come quella che somiglia a me, sentire gli stessi profumi della mia terra, d’origine catalana, mangiare tapas la sera accompagnate da un bicchiere di sangria. I turisti in giro per la città, le spiagge affollate di gente, colori vivi, un tempo più che favorevole e poi quella sua strana magia, eredità di Gaudì. Quelle linee morbide e le curve infinite che sembrano sfidare ogni legge di gravità. Il cuore gotico della città, dove chiese, palazzi, fortezze e strade mostrano un passato ricco e intenso.

Cosa raccontarvi? Difficile raccontare una città, un po’ come raccontare un libro. Si può tentare di tratteggiarne il profilo, poi lo sguardo soggettivo ci vede un miraggio del tutto personale.

Io forse ci ho trovato qualcosa che andavo cercando da tempo. Ci ho trovato un po’ delle mie origini. Ci ho trovato della gente solare, gentile, sorridente, sempre pronta a scambiare quattro chiacchiere. Ci ho trovato un ottimo cibo, un mercato ricco di colori e di frutta, un porto che raccoglie l’antico e il moderno. Ho trovato la cultura, la storia, i musei, le case folli progettate da Gaudì, le bancarelle sul porto, i venditori di cianfrusaglie, i catalani pronti a rimorchiare le straniere come in tutte le grandi città turistiche che si rispettino.

Ho trovato sorrisi, buon umore, voglia di vivere, di divertirsi, di fare festa. Sarà che ero in viaggio, che era la mia “festa”, ma ho trovato una città viva, gioiosa e saporita.

Rientrando a Parigi, sull’autobus, una sola voglia: ripartire!

Hasta luego Barcelona!

I'm Waiting For The Next Train

I'm Waiting For The Next Train

*

Si prospetta un lungo week end visto che qui, in Francia, il 21 maggio è festa e il venerdì tutti fanno ponte. C’è voglia di partire, non lontano, giusto il tempo di allontanarsi dalla metropoli, dimenticare il cielo spesso grigio e la confusione del traffico, lasciarsi alle spalle la metropolitana e avvicinarsi a contrade bucoliche, panorami mozzafiato, aria fresca e magari approfittarne per sentire ancora il rumore del mare. Ho un’improvvisa voglia di prendere il treno, per andare dove ancora non lo so.

Progetti per un lungo week end di passioni, magari condiviso tra passeggiate, fotografia e gastronomia.

Vedremo…

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