Where are you going ? © kokeicha 2008

Where are you going ? © kokeicha 2008

Non dovendo lavorare, questo pomeriggio, mi preparo la merenda, come ai tempi della scuola. Un tè al bergamotto, una fetta di crostata al cioccolato e, davanti alla tv, mi lascio vivere mentre Lamberto Sposini parla di botulino. L’argomento non mi interessa, ma il brusio delle voci assolve il suo compito: farmi compagnia.

Vorrei essere altrove. Ovunque, ma non qui. Negli ultimi giorni sto cedendo alla tentazione di chiudermi in casa per non vedere questo micro-mondo che non mi appartiene più da tanto, che non mi corrisponde da sempre.

Dicono che la casa, ognuno se la porta dentro. Che non esista un luogo preposto. Io, dentro di me, non riesco proprio a trovarla. E continuo a sentire quella spinta verso un altrove ancora ignoto, quella spinta che anni fa mi aveva portato e diventare straniera in paese straniero. Io che straniera lo era sempre stata in patria. Solo il mare mi fa sentire a casa. Che in me abiti lo spirito irrequieto di una sirena?

Voglio partire, ancora una volta.

Parole offerte (More than...Words © by iZgo)

Parole offerte (More than...Words © by iZgo)

Accerchiata da pile di libri accatastati alla bell’e meglio, una voce mi dice:

— Lo sa che scelgo le persone con cui lavoro per la loro genialità e per la loro problematicità.

*

Davanti ad uno sportello, in attesa dei biglietti per la navetta, un’altra voce mi dice:

— Questi due biglietti sono entrambi per lei o uno per lei e uno per me?

*

Davanti al cancello di casa trovo i miei due cani impazziti, la mia voce dice:

— Finalmente!