Ho deciso: non ho voglia di lavorare! È sabato anche per me. Sono stata a crogiolarmi al sole, ho ascoltato la musica, quella che piace a me, quella che mi fa venire i brividi, e che ricorda tante cose, e subito mi viene voglia di prendere le scarpe da corsa per andare a fare i miei dieci chilometri di jogging a perdifiato lungo quel mare a cui appartengo.

In circolazione, oggi, non c’è nessuno. Non posso restare a casa. Oggi non si può. Ci sono giorni che non riesci. E allora anche questo è deciso: mi faccio una doccia, mi vesto, mi trucco, vogio sembrare diversa, almeno fuori. Metto i tacchi, stasera. Il rossetto, quello rosso marilyn. Due gocce di Chanel.

E mi lascio dietro una delle canzoni di questo pomeriggio.

 

Non è una rivendicazione, solo la colonna sonora di questa giornata. E adesso metto su a bollire un po’ di acqua per un tè nero speziato, prendo le mie Affinità elettive, un plaid bello morbido, e mi installo sul divano.

 

Tea forté

Tea forté

Domenica mattina, ore 10:02, finalmente un attimo per scrivere. Fuori dalla finestra il cielo è azzurro e la cupola della vecchia cattedrale sembra ancora più bella del solito. Faccio colazione con una tazza di tè speciale, souvenir che il mio moroso ha portato da  Milano.

Dal melange di filtri tutti diversi l’uno dall’alro, tiro fuori il mio peferito, l’Earl Grey. Ne preparo una teiera grande in modo da poterlo assaporare come si deve. Metto su un CD di Cesaria Evora, e già mi immagino sulle spiagge di Cabo Verde.

Così, con i piedi sulla sabbia bagnata e la mente che già vive quell’estate che sta arrivando  approfitto di una pausa magica.

Finalmente domenica.

E ancora bloggo.

 

 

 

Il tè, per chi fosse curioso, è un Earl Grey delizioso, forse il migliore che abbia mai assaggiato, della marca Teaforté. Gli appassionati di tè possono dare un’occhiata al sito.

Questa giornata inizia così…

………………………………………… … abriendo puertas.

 

 

Sì, perché quando la settimana inizia il lunedì mattina alle 6:00 per essere alle 8:00 al corso di portoghese, proseguendo con 8 ore di lavoro più straordinari eventuali, e si conclude il venerdì alle 19:30 con un’arrancante rientro a casa, la domenica non può che essere oziosa. Ancora il sabato ci sono strascichi di iperattivita, ipercinetismo: pulizie, spesa, cinema, caffè, etc.

Ma la domenica, quando senti le campane delle dieci suonare dalla chiesa accanto, ti giri dall’altra parte e pensi che hai ancora qualche ora di sonno davanti a te. E una volta in piedi, ti trascini dal letto alla cucina, con una tazza fumante di tè e un caldo scialle di lana che prende le fattezze di una coperta di Linus che non ti abbandona mai. E dalla cucina alla camera da letto, e dalla camera da letto al divano. C’è il tempo per ascoltare un po’ di musica portoghese, finire di leggere il best-seller che mi era stato raccomandato da un caro amico quest’estate e che giaceva polveroso sul comodino ormai da diversi mesi, di fare merenda con un’ennesima tazza di tè e i miei biscotti preferiti, quelli che mi mandano in visibilio da quando avevo 7/8 anni, vale a dire da tanto tanto tanto tempo. Un baiocco dopo l’altro, ricarico le pile per la settimana che verrà, scegliendo il prossimo libro da leggere sperando di non tenerlo per mesi accanto all’abajour… esito, ma ho ancora tempo.

Ancora qualche ora di dolce far niente…

Ah, beato ozio domenicale!

 

Aggiornamento: 22:49

E una domenica oziosa come questa non poteva che concludersi con un bel bagno caldo, una montagna di sali profumati, un bagno-doccia dal profumo medio-orientale e Etta James che canta At last my love has come along... You smiled, you smiled and then the spell was cast…

Questa mattina ho bisogno di calma intorno, di silenzio, di pace. Una doccia calda, la colazione in silenzio, un libro per passare il tempo prima di recarmi in ufficio. Ho bisogno di integrare il silenzio in me, di ingerire calma e tranquillità.

E mentre mi vesto per uscire, mi concedo pochi suoni capaci di cullare il mio animo agitato.

Nocturne © kokeicha 2010

Nocturne © kokeicha 2010

Affacciata alla finestra, guardo un magnifico panorama notturno. Qualche nota mi porta lontana, lontana nel tempo e nello spazio…

Rhapsody in Blue di Gershwin